Bolgheri Sassicaia 1998

Degustatore: laVINIum Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 12/2001


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: cabernet sauvignon 85%, cabernet franc 15%
Titolo alcolometrico: 13 %
Produttore: TENUTA SAN GUIDO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: oltre i 50 euro


Esame visivo: Limpido-cristallino, il colore è rubino scuro, carico e piuttosto concentrato; la consistenza non è piena, ma questo è in linea con la struttura di un vino che da sempre ha avuto come arma migliore l’eleganza e l’equilibrio, piuttosto che grande estratto. Esame olfattivo: Chi ha avuto il piacere di degustare il Sassicaia nelle annate precedenti, non potrà non riscontrare che per la prima volta, nonostante verrà immesso al consumo fra qualche mese, il vino esprime profumi maturi (non surmaturi, badate bene), senza note acerbe; il naso è ampio e elegantissimo, di grande finezza, merito anche di un’annata che a Bolgheri si è dimostrata grandissima. Si alternano profumi di frutti di bosco (in particolare ribes e lampone) a sensazioni fumé e di nocciola tostata, su un fondo floreale, balsamico e speziato. La qualità è eccellente, il bouquet raggiungerà nei prossimi anni un fascino difficilmente eguagliabile. Esame gustativo: In bocca conferma le sue incredibili doti, è subito morbido e avvolgente, con tannini finissimi, appena percepibili, che si fondono immediatamente con il frutto, la freschezza e l’alcol in un tutt’uno di rara bellezza. L’effetto dopo la deglutizione è dirompente, ti trascina in una fase estatica che pare interminabile, uno ad uno ripassano gli aromi espressi all’olfatto, senza il benché minimo cedimento. Qualità confermata. Stato evolutivo: Pronto. Giudizio finale: Sappiamo bene che questo gioiello enologico garantisce una costanza qualitativa elevatissima, persino un’annata come la ’92, che in quasi tutta Italia ha dato risultati poco più che mediocri, ha espresso un Sassicaia meno muscolare (ma non lo è mai) ma comunque impeccabile. Ma qui il sole ed il clima ideale hanno consentito alle uve una maturazione davvero ottimale, e i risultati si vedono nel calice. Possiamo affermare che il prezzo, pur elevato, giustifica l’acquisto di almeno una bottiglia di questo prezioso nettare, la cui fama è più che mai meritata. Abbinamenti: Provatelo con dei ravioli al cinghiale, accompagnati dal suo fondo di cottura, tagliolini al ragù di lepre, tagliatelle al camoscio, la tipica scottiglia, il piccione stufato, il boeuf bourguignon e, con questi tannini, anche un bel formaggio stagionato come il pecorino.

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