Bolgheri Sassicaia 1997

Degustatore: Maurizio Taglioni
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 09/2001


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: cabernet sauvignon 80%, cabernet franc 20%
Titolo alcolometrico: 13 %
Produttore: TENUTA SAN GUIDO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: oltre i 50 euro


Gli appassionati di vino non hanno certo bisogno di una guida, per sapere che il Sassicaia è un ottimo vino. Eppure qualcosa da dire su questo Sassicaia del ’97 c’è, in primis, è talmente buono che berne senza raccontarlo a nessuno è un po’ come, adolescenti, avere un’avventura amorosa con una bellissima ragazza e non riferirlo agli amici; secundis, da un vino del ’97 ci si aspetta tanta potenza e forse un pochino meno di eleganza, ebbene il Sassicaia del ’97 è incredibilmente fresco e come sempre elegante; ma andiamo per ordine, degustiamolo insieme: si presenta ai nostri occhi cristallino, di un rosso rubino come l’anello della nonna, profondo ma vivace al tempo stesso con riflessi ancora violacei, lascia allo scuotimento il nostro bicchiere tinto da una patina rosa e grassa e forma archetti fitti che scendono in lacrime di buona larghezza e lente.
All’olfatto è intenso ed elegante, floreale di violetta cristallizzata, vegetal-fruttato, da un fondo erbaceo secco tipo paglia-fieno emergono peperone rosso, piccoli frutti di bosco rosso scuro e blu quali ribes nero, mirtillo e visciola. Si colgono poi speziature di spezie dolci quali noce moscata e appena balsamiche come il chiodo di garofano. È di grande complessità, vi si può trovare ancora di più, basta pensare a qualcosa e annusare nel bicchiere… ha finezza da vendere.
Al gusto è secco, caldo al punto giusto, abbastanza morbido per ora ma con morbidezza in aumento, vista la lunga vita che gli si può senz’altro prevedere, in virtù del nerbo acido che lo rende pienamente fresco e del tanto tannino che è già suadente e vellutato malgrado la relativamente giovane età, entrambi componenti (quella acida e quella tannica) che lo proteggeranno nei lunghi anni di cantina che tanti appassionati gli faranno trascorrere.
È vino di corpo, non opulento ma comunque intenso, abbastanza equilibrato in quanto prevalgono ancora le note di durezza (acidità e tannicità) benché eleganti, l’equilibrio sarà raggiunto tra diversi anni, diciamo una decina. Il finale è lungo, lungo e piacevolissimo dei frutti di bosco gustati precedentemente e di spezie dolci, sensazioni amarognole=0. Pochi vini sanno affascinare così. È quasi un luogo comune dire che si tratta di un grande vino: “Non esistono più le mezze stagioni”, OK, ma che nessuno si azzardi a coniare un detto del tipo “Di Sassicaia come una volta non se ne fanno più”, questo del 1997 li mette in fila tutti…

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