Barolo Villero 1997

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 03/2011


Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: nebbiolo
Titolo alcolometrico: 14,5 %
Produttore: MASCARELLO GIUSEPPE E FIGLIO – Azienda Agricola G. Mascarello e Figlio
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 25 a 50 euro


Uscito otto anni fa, il Barolo Villero 1997 di una delle aziende storiche di Castiglione Falletto, portata avanti con rigore da oltre 40 anni dal figlio di Giuseppe, Mauro Mascarello, rappresenta uno dei migliori esempi di legame profondo con il territorio e le sue tradizioni. I Barolo di Mauro, la cui punta massima d’eccellenza è rappresentata da quel monumento che è il Monprivato Ca’ d’ Morissio, testimoniano una classe indiscutibile e una personalità spiccata. Pur non essendo l’area di Castiglione Falletto particolarmente vocata a forgiare vini austeri e longevi, i prodotti che escono da casa Mascarello hanno una marcia del tutto particolare, che li distingue in modo abbastanza netto. Molti ricorderanno che la 1997 è stata un’annata calda, non come la 2003 ma indubbiamente più calda della media, almeno in quel decennio. Questo ha favorito in molte zone dello Stivale vini più pronti, maturi, indubbiamente più “facili”, tanto da avere indotto un po’ troppo frettolosamente a definirla “annata del secolo”. Oggi sappiamo bene che il tempo ne ha decretato i numerosi limiti, almeno nei casi in cui non si è lavorato in vigna in modo tale da garantire sufficiente acidità e una maturità non estrema degli acini e, in cantina, a preservare queste caratteristiche. Problemi che non si presentano neanche lontanamente in questo Villero ’97, perfettamente integro, diritto, vivo, sin dal classico colore granato, ancora profondo e giustamente più sottile ai bordi, ricco di riflessi luminosi. Lasciato respirare qualche minuto (in ogni caso, appena aperto non manifestava alcuna riduzione od ossidazione), si offre subito ampio e stimolante, con note di ciliegia in confettura, cacao, rosa appassita, cenni di eucalipto e menta, tabacco biondo, nuances di liquirizia e cannella. Al palato mostra una struttura importante, una freschezza che non ha alcun cedimento, un tannino preciso e calibratissimo, grande equilibrio e profondità, anche a centro bocca, con un finale lunghissimo che ti conquista. Rispetto a quando lo degustai la prima volta, mi sembra molto cresciuto, oggi è un vino che avvolge, un vero godimento per i sensi, con ancora una lunga vita davanti. Peccato, era la mia ultima bottiglia.

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