Barolo Villero 1997

Degustatore: laVINIum Valutazione: @@@@
Data degustazione: 05/2002


Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: nebbiolo
Titolo alcolometrico: 14 %
Produttore: FONTANA LIVIA – Azienda Vitivinicola Cascina Fontanin
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 25 a 50 euro


Esame visivo: Quasi cristallino, di colore rosso granato profondo ma non impenetrabile (come ci si aspetta da un Barolo) con unghia granato-aranciata; è un piacere osservare le larghe lacrime che scendono con tanta lentezza coronando il bicchiere: piena consistenza. Esame olfattivo: Sensazioni ampie, insieme dolci, floreali, fruttate ed eteree, insomma importanti. Da un sottobosco di terra di castagno, si passa immediatamente ai toni floreal-fruttati di rosa e marmellata di rose, di cachi e di ciliegia rossa, accompagnate da sensazioni dolci di vaniglia e liquirizia dolce. Dopo l’ossigenazione note di cuoio e piuma bagnata ed un inizio di esterificazione a rendere ancora più complesso l’intenso e persistente quadro olfattivo. Qualità finissima. Esame gustativo: Secco, caldo, di corpo robusto, morbido. Eccellenti a controbilanciare le sensazioni nerbo acido in quantità e tanto tannino di ottima fattura, appena astringente di relativa gioventù ma in divenire eccellente. Vino che tende all’equilibrio, che sarà raggiunto negli anni a venire; intenso, persistente, fedele all’olfatto, ritorna il frutto, il cuoio e la nota eterea. Qualità confermata. Stato evolutivo: Pronto. Giudizio finale: Grande ampiezza aromatica per questo Barolo cru di Livia Fontana sicuramente meno austero e forsanco appena meno tradizionale del fratello cosiddetto “minore” (il Barolo tout court). Ha ancora bisogno di tempo per esprimersi al meglio ma già da ora le sensazioni percepite dopo la deglutizione sono calde, avvolgenti, inesorabilmente progressive. Sicuramente da riprovare in futuro, ci aspettiamo grandi cose da questo prodotto di punta aziendale, si tratta solo di avere pazienza. Quando si tratta di un Barolo di qualità (e qui ci troviamo in una delle vigne più vocate di Castiglione Falletto), come abbiamo già scritto in passato, vale sempre la pena di averne una riserva per godere della sua evoluzione. Abbinamenti: Per adesso primi piatti saporiti e succosi, con sughi di carne speziati, capretto arrosto. Pian piano lo abbineremmo al brasato di bue, per poi terminare in anni a venire con la selvaggina: fagiano, lepre in salmì, camoscio alla piemontese.

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