Barolo Vigneto Broglio 2001

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@
Data degustazione: 06/2006


Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: nebbiolo
Titolo alcolometrico: 13,5 %
Produttore: SCHIAVENZA – Azienda Vitivinicola Schiavenza
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 25 a 50 euro


Con i Barolo di Luciano Pira si arriva ai massimi vertici di una filosofia che non strizza l’occhio a facili percorsi di successo, quelli che spingono i degustatori ad “alzare i punti” attraverso un’apparente sostanza fatta di concentrazioni spinte e dolcezze legnose. Qui il Barolo è un vino concreto, di carattere, austero, senza smancerie e trovate enologiche, un nebbiolo di razza con tutte le caratteristiche che deve avere a Serralunga d’Alba, un prodotto capace di maturare splendidamente ammorbidendosi per effetto naturale del tempo e non attraverso facili processi purtroppo sempre più in voga grazie alle forti pressioni del mercato estero (anche se in Langa, soprattutto per quanto riguarda i Barolo e i Barbaresco si sta tornando ad una situazione di confortante equilibrio). Ed eccoci con il Vigneto Broglio, frutto di una splendida annata come la 2001 (che solo il tempo potrà dire se sia in grado di eguagliare o addirittura superare la 1999) che gli ha donato una tinta granata molto viva e senza cedimenti ai bordi; il naso è già complesso e stimolante, con note di viole e rose appassite, prugna matura, ciliegia sotto spirito, ginepro, liquirizia. In bocca è molto corrispondente, tannino fitto ma molto fine, suggestivo nel ritorno fruttato e nell’ampia speziatura che arricchisce le sensazioni per poi estendersi a richiami di goudron e liquirizia. Vino che nel tempo potrà dare grandi soddisfazioni a chi avrà avuto l’accortezza di coservarne in cantina qualche bottiglia. L’esperienza insegna che con il Barolo è quasi impossibile abbinare primi piatti senza che questi vengano sovrastati dalla sua struttura e potenza espressiva; in questo caso, vista la quantità non estrema di alcol e una struttura comunque equilibrata, è possibile abbinarlo a rigatoni al ragù di cinghiale, ideali perché in grado di raccogliere al loro interno abbondante condimento; per i secondi ci si può sbizzarrire con arrosto morto, il classico brasato, lepre in civet, cinghiale stufato.

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