Barolo Vigna del Gris 1996

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 04/2003


Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: nebbiolo
Titolo alcolometrico: 14 %
Produttore: CONTERNO FANTINO – Azienda Agricola Conterno Fantino
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 25 a 50 euro


Annata davvero sottovalutata, adombrata dalle aspettative di una ’97 che ha spopolato, non sempre a ragione. E qui, nelle terre del Barolo, troviamo l’ennesima conferma con questo splendido Barolo Vigna del Gris di Conterno Fantino. Il punto è che la ’96 è passata come un’annata “sottile”, poco affidabile, dal futuro incerto. Così i vini sono stati in gran parte bevuti, senza che avessero il tempo (almeno per quanto riguarda i Barolo) di dire davvero la loro, di sfoggiare le loro imprevedibili qualità, il loro fascino. E qui, sette vendemmie più tardi, certamente poche per questo cru, ecco che ci apprestiamo ad apprezzarne la conturbante sensualità. Il colore è granato fitto, piuttosto profondo, ma con quella dose di trasparenza che ne garantisce la provenienza (non veniteci a raccontare che quelli rubino cupo sono dei nebbiolo in purezza! A meno che non abbiano ricevuto un’iniezione chimica di antociani!). Al naso rivela un bouquet pregevole, inizialmente prudente, cauto, man mano più esplicito, palese, da cui affiorano palpabili profumi di viola, frutti di bosco, in parte sotto spirito, ribes nero, prugna, mora, per dar poi sbocco a note di tabacco, liquirizia, legno aromatico e accenni di goudron. All’esame gustativo mostra un corpo signorile, non austero, piuttosto aperto, dinamico, apprezzabile nei tannini levigati, quasi perfetti, sostenuto da una spalla acida che ne assicura lunga vita; torna il frutto morbido, rotondo, accattivante, a renderlo piacevole e tonico. Il finale è lungo, di rango, senza cedimenti amari se non nel ricordo di liquirizia. Val la pena riportare quanto scritto in etichetta: “I filari di una vigna folta sono schierati – verdi o rossicci o gialli – come le onde di un mare, e contengono a gorghi la ricchezza di un mare. Frescura, stupore, tesori celati”. Servitelo a 18° in calici rigorosamente da Barolo (quelli ampi e panciuti, versatene senza parsimonia, il Barolo si esprime al massimo quando raggiunge metà del bicchiere) con secondi importanti quali fagiano in salmì, brasato al Barolo, tacchino ripieno, lepre in salmì.

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