Barolo La Rocca e la Pira Riserva 1993

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 03/2010


Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: nebbiolo
Titolo alcolometrico: 13,5 %
Produttore: ROAGNA – Azienda Agricola I Paglieri
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: oltre i 50 euro


Ecco uno di quei casi in cui, nonostante la temperatura odierna si sia notevolmente alzata, ho corso il rischio di sudare freddo. Mi succede di rado, ad esempio quando sto per stappare un vino dal quale so che riceverò grandi emozioni ma, disponendo di una sola bottiglia, finché non porto il sughero al naso e non mi sincero che è tutto ok, le goccioline sulla fronte non accennano ad assorbirsi. Per fortuna è andata bene, ora lo posso versare, si tratta di un Barolo, La Rocca e la Pira Riserva ’93 dell’azienda Roagna. Ho conosciuto il giovane Luca, vignaiolo di quinta generazione, quattro anni fa, in uno dei momenti più dolorosi della sua vita, aveva da poco perso il nonno Giovanni e la madre Luigina stava lottando contro una brutta malattia, che purtroppo se l’è portata via tre mesi dopo, nell’agosto del 2006. Fu grazie all’amico Piero Gorgoni, grande conoscitore del territorio langarolo, che ebbi l’opportunità di visitare l’azienda. Esperienza che ho ripetuto due anni dopo, in un momento più tranquillo. A fine visita Luca mi ha fatto dono di alcune bottiglie, fra cui questo Barolo che viene prodotto solo nelle grandissime annate, ottenuto da uve provenienti da una attenta selezione nei vigneti ad esposizione Sud, Sud-Est della zona delle Rocche di Castiglione Falletto, dalla storica cascina Pira, dal 1990 di proprietà della famiglia Roagna. La raccolta avviene rigorosamente a mano tra la seconda decade di ottobre e la prima di novembre, poi si esegue una pigiatura soffice con diraspatura e fermentazione in tini di legno. La macerazione, udite udite, dura 80-100 giorni, per estrarre al massimo tutte le caratteristiche del nebbiolo. Segue un invecchiamento che può andare da un minimo di 5 fino a 10 anni e più, in botti di rovere francese di medie dimensioni. Il vino continua il suo affinamento in bottiglia per almeno 2 anni. Qui si può realmente verificare cosa vuol dire fondere le moderne tecnologie e ricerche con una solida tradizione, nella quale anche Luca continua a credere profondamente. Tanto per darvi un’idea delle potenzialità dei vini di Roagna, ho assaggiato un ’78 che, a occhi chiusi, avrebbe potuto sembrare un 2001, tanta la freschezza, la vivacità di colore e la forza espressiva. Ma veniamo a questa Riserva ’93, dal colore granato classico, di buona intensità e toni fumé; il bouquet chiarisce subito che non si tratta affatto di un’annata minore, almeno in questo caso, si apre a dolci note di rosa, viola, ciliegia e prugna, per poi spostarsi su raffinate speziature di cardamomo, ginepro, mirto e cannella, tabacco, sottobosco, radici, note balsamiche e minerali, sottofondo di goudron, cuoio e liquirizia. In bocca è entusiasmante, di straordinaria energia, freschissimo ma con un tannino finissimo e perfettamente dosato, il frutto non ha nessuna prevedibilità, si manifesta teso e croccante, ammantato da una vena sapida prolungata, esemplare la persistenza, pulita, fitta, stimolante nei suoi riverberi minerali. Grande classe ed energia, un cammino che sembra essere appena iniziato, ma che già in questi primi passi afferma con insistenza tutta la sua nobile ricchezza espressiva.

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