Barolo Briccolina 2010

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 09/2015


Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: nebbiolo
Titolo alcolometrico: 14,5 %
Produttore: RIVETTO – Azienda Agricola Rivetto di Enrico Rivetto
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: oltre i 50 euro


E’ stato sicuramente motivo d’orgoglio quando una decina d’anni fa i fratelli Rivetto sono riusciti ad acquistare un piccolo appezzamento di 4.000 mq all’interno del cru Briccolina a Serralunga d’Alba, quello che oggi è divenuto una delle Menzioni Geografiche Aggiuntive (MGA) del Barolo. La superficie totale della Briccolina (che significa semplicemente “bricco della collina”) è di 17,93 ettari di cui circa 13 vitati, principalmente a nebbiolo (83%), poi barbera, dolcetto e uve bianche destinate al Langhe Bianco. L’azienda che da sempre è stata il testimone di questa pregevole menzione è sicuramente Batasiolo, che in passato produceva il Barolo “La Corda della Briccolina” (dal nome omonimo del vigneto principale), oggi semplicemente “Briccolina” come previsto dal disciplinare. Rivetto rappresenta, quindi, con Batasiolo le uniche due aziende che producono un Barolo ottenuto da nebbiolo proveniente esclusivamente dalla Briccolina. Il vigneto è esposto ad ovest e sud-ovest, su terreno caratterizzato da una forte presenza di argilla e calcare, con le caratteristiche marne a 2 metri di profondità, tipiche di molti vigneti di Serralunga e parte di Monforte. La lavorazione è molto attenta al rispetto dell’ambiente: niente diserbo chimico né trattamenti antiparassitari sistemici, né concimazione chimica. Per mantenere vitale il terreno si semina orzo, avena e trifoglio. Le uve, dopo opportuna diraspatura e pigiatura soffice, vengono macerate per 40 giorni, di cui 20 a cappello sommerso e 20 a cappello emerso, fermentazione controllata a 28°C. La maturazione viene effettuata in botti di rovere per un periodo di 36 mesi a cui seguono 6 mesi di affinamento in bottiglia. L’annata 2010, quarta vendemmia di casa Rivetto, presenta un bel colore granato classico e trasparente con il cuore che regala qualche riflesso rubino; chi conosce il Barolo sa bene che, appena aperto e versato, rivela solo una minima parte del suo potenziale espressivo, in questo caso, però, devo dire che è molto meno restio di quanto mi sarei aspettato: un bouquet di notevole eleganza che viaggia tra rosa, viola, ciliegia e, cosa non così frequente, amarena. Non si ferma certo qui, ecco che affiora la liquirizia, il ginepro e delicate note balsamiche; ora molti storceranno il naso a questo termine, ma “minerale” gli si addice alla grande, poco importa se si ritiene che i minerali non abbiano odore, la mineralità nella vite arriva in forma diversa, porta finezza e toni che ricordano davvero la terra sassosa e argillosa. Al palato testimonia un’annata di grande livello, nonostante la gradazione importante (14,5) e il tannino vigoroso, riesce ad esprimere un equilibrio e una rotondità che sono pregio di pochissimi Barolo di Serralunga giovani. E’ un sorso che avvolge e stimola tutti i sensi, privilegio di un grande nebbiolo, lo aspetta un futuro lungo e radioso, io però, intanto, me lo godo ora…

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