Barbera d’Asti 2012

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@
Data degustazione: 04/2016


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: barbera
Titolo alcolometrico: 13,5 %
Produttore: DOGLIOTTI 1870
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 7,50 a 10 euro


Basta portare al naso questa Barbera per rendersi conto che la visione della famiglia Dolciotti è quella di rimettere le cose a posto, per un vitigno che è stato fin troppo caricato di oneri poco affini alla sua indole. La storia ci insegna che, almeno da noi, il vino ha radici profonde legate alla vita nei campi, alla fatica e, spesso, anche alle modeste disponibilità economiche. Ma c’è anche una diversa predisposizione delle varietà che dimorano in una zona vitivinicola, pensare di forzare la mano per ottenere vini grassi e corposi da qualsiasi uva si abbia a disposizione è quantomeno insensato. La Barbera nasce come vino da godere a tavola, grazie alla sua spiccata acidità e alla generosa componente fruttata, si presta bene ad accompagnare piatti della tradizione piemontese come la bagna caöda, la cisrà (tipica zuppa di ceci e trippa che un tempo a Dogliani veniva offerta ai poveri e ai viaggiatori dalle confraternite religiose durante la festa dei santi), la zuppa di cipolle, i risotti, persino il vitello tonnato! Trasformarla in un vino di grande struttura, magari passato in piccole botti, significa privare quei piatti di un compagno ideale e insostituibile. Ognuno è libero di farlo, ovviamente, soprattutto in territori dove le uve rosse più utilizzate non prevedono alternative come il nebbiolo, ma il bello dell’enogastronomia sta nella possibilità di ottenere i migliori abbinamenti fra i piatti della tradizione e i vini prodotti, guai se venisse a mancare questa possibilità. Questa è certamente LA Barbera, con l’acidità al posto giusto, il colore rubino vivace con cenni violacei, il bouquet fresco e vinoso, con spiccate note di ciliegia e lampone, ma anche leggera mora e amarena, a cui si accompagnano ricordi di violette, sfumature di liquirizia e sottobosco. L’assaggio conferma le sensazioni, offrendo un gusto fresco, fruttato, di grande piacevolezza, c’è ritmo nel vino, infonde allegria, e non crediate che abbia vita breve, provate a conservarlo qualche anno in cantina, vi dimostrerà che non cede facilmente al tempo, acidità e una moderata ma importante presenza tannica ne garantiscono un’ottima evoluzione.

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