Barbera d’Alba Lirano Soprano 2006

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@
Data degustazione: 04/2016


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: barbera
Titolo alcolometrico: 14,5 %
Produttore: RIVETTO – Azienda Agricola Rivetto di Enrico Rivetto
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro


Attenzione, attenzione! Questa Barbera NON è di pronta beva, NON è di quelle che passano inosservate, NON ha i tratti della vecchia Barbera acidula e vinosa, NON è fatta per i palati delicati. Prima però voglio dirvi due parole sulla sua “creazione”: nasce dai vigneti di proprietà situati nei comuni di Serralunga e Sinio, raccolta rigorosamente manuale, con una resa – udite, udite – di soli 35qli per ettaro, la fermentazione inizia, dopo una delicata diraspa-pigiatura, a temperatura controllata (30-32°C) in rotomaceratore d’acciaio. La macerazione dura circa 10 giorni e la malolattica avviene in barrique. Il fatto che sull’etichetta ci sia scritto “2006” non deve trarvi in inganno, poiché fra legno e bottiglia passa un bel po’ di tempo prima che venga messa in commercio. Quali sono le sue caratteristiche? E’ un vino di grande struttura, complesso, longevo, alcolico. Allora è pesante! Allora dopo un bicchiere sei già esausto! No, direi proprio di no, a me che da sempre preferisco vini non massicci, questa Barbera è andata proprio a genio, un sorso dopo l’altro mi sono accorto di averla quasi finita, cosa per me piuttosto rara, soprattutto se bevo da solo, a casa, magari mangiando un piatto di pasta e niente altro. Ma il fatto è che io ho iniziato a degustarla prima di mangiare (e ci mancherebbe!), poi, mentre la pasta cuoceva e il sugo si addensava, ho sentito l’irresistibile desiderio di fare altri piccoli sorsi. Una volta con il piatto fumante sotto il naso è stato facile continuare, tanto facile da ritrovarmi stupito di averne lasciata davvero poca, più per scrupolo che per stanchezza. Il suo colore rubino intenso con venature violacee di ottima concentrazione era già piuttosto convincente, al naso presentava un bouquet di vibrante intensità, giocato su toni di ciliegia matura, amarena, leggero cioccolato, una sfumatura di viola, venature pepate e balsamiche, una buona fusione con il piccolo legno, una sensazione di intensità e allo stesso tempo misura e piacevolezza. Al palato mi ha convinto per l’ottimo equilibrio fra acidità e ricchezza di frutto, tannini levigati e perfettamente integrati, alcol imbrigliato nella polpa succosa, ero davanti ad un vino di grande carnosità e dall’impatto aromatico avvolgente e profondo, di lunga persistenza, pericolosissimo! Come resistergli e, soprattutto, perché resistergli…

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