Barbaresco Ripa Sorita Riserva 2000

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@
Data degustazione: 01/2008


Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: nebbiolo
Titolo alcolometrico: 14,5 %
Produttore: LA CONTEA – Azienda Agricola La Contea Ripa Sorita di C. Francalanci
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro


Di Tonino Verro tutto si può dire tranne che non sia una buona forchetta e un grande appassionato di vino. Ricordo ancora quando nel maggio del 2005, durante Alba Wines Exhibition, la manifestazione organizzata dall’Unione Produttori Vini Albesi e dedicata ai grandi vini di Langhe e Roero a base nebbiolo, ebbi occasione di cenare presso il suo ristorante “La Contea”, situato nel quattrocentesco Palazzo dei Conti Cocito a Neive, una serata in compagnia di vari produttori e giornalisti. In queste occasioni, oltre a mangiare fin troppo, si assaggiano i vini dei presenti, anche in casi come questo, in cui la mattina stessa avevo degustato già oltre 70 campioni. Sono momenti comunque importanti, durante i quali hai la possibilità di riassaggiare alcuni dei vini in compagnia di buoni piatti della cucina langarola. Ricordo ancora le impressioni che avevo descritto sul mio portatile: “granato di buona concentrazione e unghia tendente all’aranciato. Naso ancora suggestionato dall’apporto del legno, non del tutto integrato, con toni di tostatura, burro, vaniglia, poi arriva il frutto dolce, ciliegia e amarena. In bocca ha buona struttura e frutto che ritorna bene, dandogli una notevole piacevolezza, finale che tiene bene”. Questo due anni fa, con una valutazione di quattro chiocciole piene, soprattutto in prospettiva di un futuro miglioramento del vino, che ho potuto riscontrare proprio quest’oggi, giovedì 3 gennaio 2008, dopo circa due anni. Infatti, se allora il piccolo legno si sentiva ancora in modo abbastanza evidente, l’aver avuto l’accortezza di usare solo una modesta quantità di barriques nuove ha consentito a questa Riserva di Barbaresco di equilibrarsi e beneficiare del legno senza rimanerne particolarmente segnata. Certo la rotondità, la morbidezza, quelle note di legno dolce e vaniglia non sono scomparse e probabilmente non se ne andranno mai del tutto, tanto più con un’annata già suadente e calda come la 2000, ma devo prendere atto che il nebbiolo non si nasconde, ha abbastanza stoffa e materia nobile da poter dire la sua ed esternare il suo vero carattere. Così ecco che si nota una bella liquirizia, la ciliegia sotto spirito, ricordi floreali, leggero goudron, cuoio, ma è soprattutto in bocca che denuncia una notevole forza espressiva; certo i 14,5 gradi alcolici ci sono tutti, ma la dolcezza di frutto e una speziatura sempre più avvincente lo rendono di beva suggestiva e profonda. Il tannino è ancora ben saldo ma indubbiamente vellutato, mentre la componente aromatica non si risparmia nella lunga persistenza. Un Barbaresco da godere, senza troppe discussioni, ben fatto e con un’indole che fa da perfetto trait d’union fra tradizione e modernità.

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