Barbaresco Rio Sordo 2004

Degustatore: Alessandro Franceschini
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 03/2008


Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: nebbiolo
Titolo alcolometrico: 14 %
Produttore: CASCINA DELLE ROSE – Azienda Agricola e Agrituristica di Giovanna Rizzolio
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro


E’ stato questo il vino che mi ha fatto innamorare di Cascina delle Rose, apprezzato lo scorso settembre in occasione di “Piacere, Barbaresco”. Un’autentica rivelazione, confermata da questa degustazione dei principali prodotti, che ha dimostrato uno stile ben definito e una qualità davvero elevata. Non è mia abitudine tessere lodi, ma in questo caso mi viene del tutto naturale e sono ben felice di potervene parlare. Il Barbaresco Rio Sordo 2004 è un grande vino, non ci sono dubbi, figlio di un’annata ottima seppure non omogenea in ogni zona. Fondamentale come sempre il lavoro nel vigneto, a carico di Davide, perché il 90% del risultato lo si ottiene tra i filari, curando pianta per pianta e selezionando alla fine i grappoli migliori dai quattro appezzamenti dove dimora il nebbiolo: Vigna Piana, Vigna della Quercia, Vigna della Luna e Vigna dei Pini. Dopo aver osservato quel bel colore granato intenso ma sempre di perfetta trasparenza, abbordo il calice e percepisco un bouquet intenso (ho provveduto a far aerare il vino affinché potesse aprirsi a dovere), elegantissimo, con note di fiori passiti, prugne, lamponi, confettura di amarene, poi sfumature pepate, tabacco biondo, spezie dolci, cannella, bastoncino di vaniglia, e ancora macchia mediterranea, rosmarino, alloro, sottobosco, liquirizia. All’assaggio trova già un suo equilibrio tra il tannino finissimo e la rotondità del frutto, ha quella freschezza e quella sinuosa eleganza che non lo fa somigliare neanche lontanamente ai classici Barolo austeri, bensì gode di un proprio carattere e una ricchezza espressiva che sa tutta di Barbaresco. Incredibile la pulizia e la nitidezza di frutto, fresco, masticabile, senza neanche un cedimento a dolcezze e maturità piacenti, è un vino in piena crescita, che potrà evolvere per molti anni senza alcun rischio di cedimenti. Va giù che è una poesia, non abbinatelo a piatti di uso quotidiano, sarebbe ingiusto di fronte a tanto fascino, per cui predisponetevi ad una spesa oculata ma non troppo economica per accompagnare con onore questo grande nebbiolo. Puntate ai taglierini al tartufo d’Alba e al roston al tartufo e funghi porcini, vedrete che rimarrete più che soddisfatti.

RECENTI

  • FATTORIA LAVACCHIO – Agricola Lavacchio

    FATTORIA LAVACCHIO – Agricola Lavacchio

  • Lacryma Christi del Vesuvio Rosso Territorio de’ Matroni 2015

    Lacryma Christi del Vesuvio Rosso Territorio de’ Matroni 2015

  • Lacryma Christi del Vesuvio Bianco Territorio de’ Matroni 2015

    Lacryma Christi del Vesuvio Bianco Territorio de’ Matroni 2015

Testata registrata presso il Tribunale di Roma (n. 146/09 del 4 maggio 2009) © 2000-2017 laVINIum.com - Tutti i diritti riservati E' vietata la copia anche parziale del materiale presente in questo sito. Il collegamento al data base della rivista è vietato senza esplicita autorizzazione della direzione editoriale.
Direttore Responsabile - Maurizio Taglioni / Direttore Editoriale - Roberto Giuliani