Barbaresco Pajé 1999

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 09/2013


Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: nebbiolo
Titolo alcolometrico: 13,5 %
Produttore: ROAGNA – Azienda Agricola I Paglieri
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 25 a 50 euro


Come si può vedere dalla foto, il Pajè occupa una piccola area (1,84 Ha) di un anfiteatro naturale alle pendici del comune di Barbaresco, esposto a Sud Ovest. Mai come nel caso dei Roagna è fondamentale conoscere questa realtà, dove si applica una filosofia rigorosa, memore degli insegnamenti tramandati, con un approccio che mette al primo posto la biodiversità. Non si possono fare grandi uve se non si tiene conto dell’equilibrio dell’ecosistema. Tante delle pratiche che vengono adottate nei vigneti, come il diserbo o i frequenti trattamenti, diventano quasi obbligate proprio in condizioni di disequilibrio. Lo stesso discorso vale per il diradamento, che diventa molto meno necessario quando la pianta è in equilibrio, la pratica è utile nei primi vent’anni di vita, poi la vite raggiunge la condizione ottimale per autogestirsi. Secondo i Roagna “un ambiente naturale è l’habitat perfetto per la vita; la vite nelle sue fasi vegetative e produttive va aiutata ma mai forzata. La terra é perennemente inerbita e l’humus prodotto da centinaia di erbe differenti è molto più complesso di quello ottenuto da una sola varietà. A seconda della vigna a volte si trovano cespugli di menta selvatica, piuttosto che favino, leguminose spontanee ed un’infinità di erbe dai fiori profumatissimi. Perché distruggere questa biodiversità?”. In vigna ci sono ancora alcune viti piantate a piede franco, le vecchie piante sono molto più resistenti, non a caso ce ne sono molte che hanno più di 50 anni e producono uve eccellenti. Quando una pianta muore viene sostituita con una nata da selezione massale della stessa vigna. Buona parte dei vigneti é tuttora costituita da viti impiantate dal 1937 al 1955, con radici che superano spesso i 10 metri di profondità, con il vantaggio di poter trovare nutrimento e acqua anche nelle annate più difficili. I vini di Roagna vengono vinificati in modo tradizionale, con lunghe macerazioni (anche oltre 70 giorni), l’uva ammostata fermenta e macera in grandi tini di legno per lunghi periodi; la macerazione è a cappello sommerso e può durare anche 3 mesi, la fermentazione si protrae nell’arco di 8-10 giorni. I lieviti vengono selezionati fra quelli indigeni. Ma veniamo al vino: nel calice presenta un colore granato classico, profondo, dai toni caldi; il bouquet si apre poco a poco, rivelando una sequenza di grande eleganza, viole macerate, ciliegie mature, fogliame, tabacco, erbe essiccate, cuoio, china, menta, mallo di noce, liquirizia, cenere. Potrei andare avanti a lungo, man mano che si ossigena emergono nuove sensazioni. Al palato ha tutto il carattere di un grande nebbiolo, austero ma pieno di slancio, freschezza, con un tannino nobile, importante, finissimo, l’astringenza vola via velocemente lasciando una generale sensazione di equilibrio. Gran bel vino.

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