Argine 2008

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@
Data degustazione: 02/2010


Tipologia: IGT Rosso
Vitigni: malbo gentile 65%, merlot 20%, sangiovese 15%
Titolo alcolometrico: 13,5 %
Produttore: PODERE IL SALICETO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 7,50 a 10 euro


Gian Paolo Isabella e Marcello Righi: il primo vignaiolo con una seconda grande passione, il thai boxe, che lo ha reso quattro volte campione italiano e medaglia di bronzo ai mondiali del 1999, il secondo laureato in scienze e tecnologie agrarie presso la facoltà di Modena e Reggio Emilia, insieme conducono 3,5 ettari vitati a Campogalliano, dove vengono coltivate le varietà lambrusco salamino di Santa Croce, lambrusco di sorbara, ancellotta, malbo gentile, merlot, sangiovese, sauvignon e trebbiano modenese. La loro filosofia è improntata alla qualità, il lavoro in vigna è fondamentale, potature mirate, in modo da lasciare il giusto carico di gemme rispettando l’equilibrio vegetativo e produttivo delle piante, prima il diradamento dei germogli produttivi e improduttivi e poi il diradamento dei grappoli per ottenere uve sane e di ottima qualità, con una resa media che va dai 70 ai 100 qli/ha. Non dovete stupirvi della presenza del merlot in vigna, perché nell’area di Campogalliano era coltivato da prima dei vari lambruschi, subentrati prevalentemente a partire dagli anni ’60. Le uve dell’Argine, vino assolutamente fermo, sono state vendemmiate nella prima settimana di ottobre, durante la fermentazione termocontrollata sono stati effettuati quattro rimontaggi al giorno per estrarre colore e tannini, non si è proceduto a svolgere la malo-lattica per consentire un’acidità più elevata, prima dell’imbottigliamento il vino viene chiarificato con albumina d’uovo e stabilizzato a freddo. Due mesi di bottiglia ed eccolo nel calice di colore rubino intenso quasi impenetrabile con evidenti riflessi violacei. Al naso si offre con una bella carica fruttata, mora, ciliegia, amarena, sfumature selvatiche e animali, toni di bacche, leggera liquirizia. In bocca la presenza del merlot è percepibile ma non è l’elemento principale, il vino appare morbido, piacevolmente rotondo, di struttura importante, rivela una giusta presenza tannica e una freschezza che garantiscono un buon equilibrio d’insieme e una vita in crescita per almeno 3-5 anni. Il finale di buona lunghezza ci porta sensazioni di cacao e mon cherì, con ricordi di liquirizia. Un vino certamente diverso, di carattere, espressione di un modo di sentire il territorio da parte del suo autore, pur non ritenendomi un esperto della zona credo che ci sia un sincero desiderio di rimanerne legato ma non dipendente.

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