ANTONELLA CORDA

logo Antonella CordaIndirizzo: Località Pranu Raimondo, S. S. 466 km 6,800 – 09040 Serdiana (CA)
Tel.: +39 070 7966300
Sito: www.antonellacorda.it
Email: info@antonellacorda.it


laVINIum – 01/2023

Lavinium ha sempre dedicato ampio spazio alle realtà emergenti sparse in tutto il Bel paese. Negli ultimi anni, inoltre, ci stiamo occupando sempre più di viticoltura sarda, e non certo perché quest’ultima rappresenti la novità del momento – sono ormai decenni che la Sardegna è riuscita a conquistare l’interesse del grande pubblico e la stima degli esperti – tuttavia ritengo che la media qualitativa sia cresciuta ancor di più: da Santa Teresa di Gallura a Sant’Antioco.

Antonella Corda

Antonella Corda

Raccontare inoltre la storia di Antonella Corda, titolare della Cantina omonima situata a Serdiana (CA), è un buon modo per trasmettere i valori di una passione vera: voler attingere dal passato, dunque dalle tradizioni familiari, allo scopo di poter tracciare un percorso nuovo, sfidante, in un’epoca dove la cultura del “tutto e subito” pare rappresenti ormai la normalità. Basta accedere ad un qualsiasi smartphone per rendersi conto di quanto i messaggi “debbano” durare al massimo 10 secondi, i video anche meno, per non parlare della pubblicità che ormai non viene nemmeno esplicitata chiaramente. In questa giungla mediatica c’è invece chi ha le idee chiare, e dopo anni di gavetta sente il desiderio di raccontare la storia di un territorio vitivinicolo attraverso un calice di vino rigorosamente prodotto mediante l’utilizzo di uve autoctone.

Antonella Corda

Credits Antonella Corda

La storia della Cantina Antonella Corda è profondamente intrecciata a quella della sua fondatrice, la stessa che ha vissuto un’infanzia intera a contatto con i vigneti perché la viticoltura è da generazioni l’attività di famiglia. Il padre oltre ad essere un viticoltore ha maturato una grande esperienza come commerciante di vini, mentre la madre – cresciuta a contatto con la vigna sin da piccola – è nientemeno che la figlia di Antonio Argiolas. Questo cognome rappresenta la storia della viticoltura sarda, dunque nel 2010 la nostra protagonista ha ereditato la tradizione familiare e ha deciso di rendere onore al nonno.

Grappoli di Cannonau

Grappoli di Cannonau. Credits Antonella Corda

Nasce così un brand nuovo in grado di continuare a produrre vini sardi autentici che possano rappresentare le colline di Serdiana in tutto il mondo. Il suddetto comune è situato nel basso Campidano, a circa 20 km in direzione nord rispetto a Cagliari – capoluogo di regione – un territorio storicamente vocato all’agricoltura e costellato di uliveti, vigne e campi di cereali. La proprietà dell’Azienda si estende su 40 ettari di cui 15 allevati a vigneto, 12 a oliveto e i restanti seminativi. Un ambiente ancora parzialmente incontaminato dove regna la biodiversità, vero asso nella manica di tante zone della Sardegna, regione incantevole e meta di turisti provenienti da tutto il mondo per via delle sue spiagge paradisiache. Antonella a tal riguardo crede fermamente che la coltivazione del territorio non debba essere intesa come sfruttamento ma come valorizzazione dei suoi frutti, nell’interesse della collettività allo scopo di salvaguardare un ambiente a tratti unico in Italia. Per questa ragione in tema di agricoltura ha scelto di attuare la conversione al bio, sostituendo le azioni di lotta integrata con quelle di lotta biologica. La Cantina sta inoltre realizzando sistemi per il riutilizzo delle acque e progettando l’impianto fotovoltaico.

Panorama dei vigneti a Serdiana

Panorama dei vigneti a Serdiana. Credits Antonella Corda

Trattandosi di un’isola e soprattutto considerando quanto quest’isola, la Sardegna, sia costantemente ventilata e baciata dal sole (oltre 340 ore mensili) trovo la scelta del bio azzeccata e soprattutto necessaria, anche per le future generazioni. Antonella Corda può contare oggigiorno su 15 ettari di vigneti la maggior parte dei quali situati nell’areale vitivinicolo di Serdiana. Due i vigneti protagonisti: Mitza Manna e Mitza S’ollastu. Il primo era il prediletto di nonno Antonio Argiolas che a sua volta l’aveva ereditato dal padre, anche lui viticoltore; un fazzoletto di terra che si estende per 6 ettari e si trova a circa 200 metri sopra il livello del mare. I terreni sono sabbiosi, argillosi e limosi, con una forte presenza di calcare, caratteristiche ideali per la produzione di ottimi Nuragus e Vermentino, due tra i vini – e dunque vitigni autoctoni a bacca bianca – più noti dell’isola.
Il vigneto Mitza S’ollastu è situato al confine con il comune di Ussana, ed oltre che per il vermentino è noto soprattutto per il re dei vitigni autoctoni a bacca nera della Sardegna, ovvero il cannonau. Quest’ultimo cresce ricco e potente, tuttavia dotato di raffinatezza, grazie ai suoli composti da sabbia, limo, argilla uniti a una forte presenza di ciottoli. L’Azienda presenta le seguenti etichette: Cannonau di Sardegna Riserva 2019 e Isola dei Nuraghi Ziru 2020.
Nelle prossime pubblicazioni avrò il piacere di raccontare il mio punto di vista su questi due vini sperando soprattutto di stimolare la curiosità, elemento che non deve mai mancare nel mondo del vino.

Andrea Li Calzi

Vini degustatiAnnataPrezzoVoto
Ziru2020da 30 a 35 euro@@@@@
Cannonau di Sardegna Riserva2019da 45 a 50 euro@@@@

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