Amarone della Valpolicella Classico 1998

Degustatore: laVINIum Valutazione: @@@
Data degustazione: 03/2002


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: corvina 55%, rondinella 30%, sangiovese 10%, molinara
Titolo alcolometrico: 15 %
Produttore: BRUNELLI – Azienda Agricola Brunelli Luigi
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro


…la terra, la vigna, la natura, non sbagliano mai. La passione, la professionalità dei vignaioli amanti del proprio mestiere ne fanno “Porpora bevibile di soavità incredibile”, come definiva l’Amarone Flavius Magnus Aurelius Senator, alias Cassiodoro. Sì, stiamo degustando un altro dei vini del vignaiolo poeta, di quel tal Luigi Brunelli, impareggiabile interprete di Corvine e di Garganega in San Pietro in Cariano. Terroso e minerale come il fratello maggiore (il Tìtari), fruttato di uva passa come il frutto originario lasciato ad appassire nei mesi invernali e selezionato, selezionato, selezionato… con pazienza contadina. Non è il ’97 ma non siamo lontani, rosso rubino profondo e concentrato, con riflessi nero-viola, lucido e vivace preannunciante spiccata acidità. Al naso come dicevamo, è terroso di sottobosco, felci e fogliame secco estivo, e polputo, fruttato maturo con evidente nota di cioccolato… ci sovvengono quei cioccolati austriaci o svizzeri, ripieni di confettura, ciliegie, frutti di bosco, prugne. I profumi più evoluti sono dulcamari, secchi e balsamici, di fichi secchi con la mandorla, di tabacco dolce, di alloro e bacche di eucalipto. Al gusto conferma il suo masticabile corpo con sensazioni al confine tra il gustativo puro ed il tattile, è caldo, quasi morbido ma con vena acida in grado di renderlo per nulla stucchevole, appaga senza stancare. Il tannino, ben presente al punto da farsi ben notare tra lingua e palato e forse anche tra pollice ed indice se li bagnassimo nel vino, è sapientemente arrotondato da altrettanto sapienti fermentazione ed elevazione in rovere, prima piccolo poi grande, comunque per nulla protagonista, ad opera del vignaiolo ed enologo poeta. L’esplosione nel retronaso si sviluppa con compostezza e conferma le sensazioni olfattive. Il finale maschio e forsanco un po’ rude, ammandorlato di mandorla tostata e di cioccolato amaro. E’ un vino che ha già ottenuto i massimi riconoscimenti in concorsi quali le Vinalies di Parigi, il Mondial du Vin di Bruxelles, il Challenge International du Vin di Bordeaux, è una valida alternativa al Tìtari soprattutto per chi è sensibile all’argomento prezzo, sempre grande propensione all’invecchiamento, sempre da grande occasione, servito al momento dei secondi, a 18°, in bicchieri importanti per vini rossi nobili ed eleganti, come a lui competono. Abbinatelo a carni dalla tendenza dolce cotte al forno con le patate, maialino, petto d’anatra, tacchina ripiena. Ça va tout seul, anche a carni rosse saporose, a selvaggina. Formaggi anch’essi saporosi a media o lunga stagionatura, anche con miele di castagno o corbezzolo.

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