Aglianico del Vulture La Firma 2004

firnot04Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 11/2006


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: aglianico
Titolo alcolometrico: 14 %
Produttore: CANTINE DEL NOTAIO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 25 a 50 euro


La firma rappresenta l’indispensabile complemento che certifica la paternità di un documento, ovvero chi ne è l’autore. La scelta quindi di questo nome per identificare il vino di punta aziendale, appare appropriata ed esplicativa di una filosofia produttiva che non lascia nulla al caso ma è frutto di una precisa idea del vino, di ciò che deve essere e trasmettere a chi lo berrà. Sembra quasi scontato pensare che, in una terra così straordinaria e unica come quella che circonda la zona vulcanica del Vulture, se si ha a disposizione l’uva giusta, e l’aglianico lo è senza alcun dubbio, si possono fare grandi vini. Ma se non ci fosse alle spalle una ricerca approfondita, un impegno costante a non lasciare nulla al caso, l’obiettivo di ottenere il massimo senza mai sopraffare quello che la natura già ci offre, i risultati non potrebbero essere mai tanto elevati quanto quelli di questo grande rosso lucano. La Firma è un vino che non tutti apprezzano, e questo è logico, perché è per certi versi estremo, potente, intenso, senza mezze misure: o ti piace o non ti piace. Comunque non può lasciare indifferenti. Ma ciò che io amo di questo vino è la sua capacità di distinguersi e di non cadere nella banalità dei fin troppo frequenti vinoni opulenti, monolitici e stancanti con cui spesso ci troviamo ad avere a che fare. Vini enologici, che non hanno nel loro DNA le carte per poter lasciare ricordi, vini che mancano di carattere e personalità perché nascono in cantina senza la preoccupazione di capire se quella terra è giusta, se è quello il vitigno che potrà offrire emozioni, se è improprio l’uso smodato del piccolo legno. Tutte cose che nel La Firma non ci sono mai state. Qui l’aglianico si esalta, la sua tannicità e il suo nerbo non sono nascosti, il tessuto espressivo è ampio e suggestivo, c’è armonia. E’ un vino moderno, questo è certo, ma non nell’accezione negativa, bensì riesce a integrare perfettamente il carattere del vitigno e della terra dove cresce, con il lavoro attento e consapevole dell’uomo. I profumi spaziano da note di fiori blu e rossi a frutta composita, prugna, mora di gelso, ciliegia, cacao, cardamomo, cannella, liquirizia. In bocca ha un attacco intenso, preciso, frutto sia croccante che cremoso e tannino sembrano perfettamente amalgamati, legno ben integrato, freschezza quanto basta per dargli slancio, finale lungo e di grande pulizia. C’è addirittura una misura e un equilibrio superiori alle precedenti annate, come nel Repertorio sembra aver trovato una dimensione più saggia, meno baldanza e più concretezza. Da non perdere.

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