Aglianico del Vulture La Firma 1999

firnot1Degustatore: laVINIum
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 05/2001


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: aglianico
Titolo alcolometrico: 13,5 %
Produttore: CANTINE DEL NOTAIO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro


Esame visivo: Limpido, quasi cristallino, dal colore rosso rubino vivo con evidenti riflessi purpurei; osservando il comportamento del liquido mentre rotea nel bicchiere, si notano subito le stupende scie di colore che lascia lungo tutta la parete. Archetti e lacrime di straordinaria fittezza confermano una notevole struttura e consistenza. Esame olfattivo: Naso finissimo, intenso ed elegante, persistente ed ampio, con evidenza di frutto succoso di ciliegia nera matura, amarena e mora di rovo, ma più sotto affiorano lievi ricordi di petali di viola appassita, note minerali, spezie fra cui liquirizia e carrube, sottofondi balsamici; il legno è già ben fuso nella trama spessa del vino. La qualità è eccellente. Esame gustativo: l’impatto è deciso, intenso, ricco, grasso, il corpo è pieno, avvolgente, i tannini forti, giovani eppure incredibilmente vellutati. Buona presenza acida e sapidità quasi piena si aggiungono ad un tessuto complesso e di sicura longevità. Il finale è lunghissimo e consente di godere appieno di quegli aromi che si erano già ben espressi al naso. Equilibrato in tutte le sue componenti, mostra una classe non comune. Qualità eccellente. Stato evolutivo: Pronto. Giudizio finale: Se il Repertorio ci aveva già mostrato grandi doti di piacevolezza, qui siamo di fronte ad un vino davvero impressionante, fra i migliori Aglianico mai degustati, appena all’inizio della sua gloriosa carriera evolutiva. E’ quasi un peccato degustarlo adesso, ma una volta assaggiato è davvero irresistibile e ci fa desiderare di incontrarlo ancora per scoprire di volta in volta nuove emozioni. Se la partenza è questa, cosa accadrà con le prossime annate? Abbinamenti: Si sposa alla perfezione con le carni e non solo; provatelo con uno spezzatino di agnello ai peperoni in casseruola, o con i funghi, oppure degustatelo accompagnandolo con pecorino o caciocavallo di buona stagionatura. Fra qualche anno puntate al cinghiale arrosto, camoscio in salmì e tutte le altre prelibatezze a base di cacciagione, non vi deluderà.

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