Aglianico del Vulture Eleano 2004

eleanoDegustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 09/2011


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: aglianico
Titolo alcolometrico: 14 %
Produttore: ELEANO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 25 a 50 euro


Quando due anni fa sono andato a trovare Rino Grieco, dell’azienda Eleano, per me era la prima esperienza nel Vulture, la struttura aziendale era in rifacimento completo. I vini li ho sempre degustati senza conoscere il territorio, ma solo immaginandolo attraverso gli assaggi; l’area vulcanica, per me non del tutto sconosciuta visti i numerosi anni vissuti nei Castelli Romani, ha delle caratteristiche del tutto particolari, più o meno evidenti a seconda del versante e della conformazione dei pendii dove sorgono i vigneti. Uno dei crucci di chi visita quei luoghi e ne assaggia i vini è quello di notare fin troppe differenze, come se non ci fossero abbastanza punti di riferimento per stabilire un’identità collettiva. Ovviamente questa è una posizione forse estrema, perché dei punti in comune ci sono certamente, ma è altrettanto vero che i vigneti sono collocati in zone spesso profondamente diverse, per esposizione, per composizione del suolo. Questo però è un bene, almeno a mio parere, è la stessa sensazione che percepisco in Langa, quando assaggio un Barolo di La Morra o di Serralunga, di Castiglione Falletto o di Verduno, di Monforte o di Barolo. L’impronta caratterizzante, per fortuna, nonostante ci siano diversi modi di operare in vigna e cantina, la dà sempre la terra su cui cresce la barbatella, almeno laddove questa è costituita da elementi particolari che marcano indiscutibilmente i vini. E il Vulture non può esimersi da questo aspetto. Eleano si trova a Rionero in Vulture e le vigne sono disposte sul versante sud-orientale del vulcano, guardano a Ripacandida, il paesaggio che ci si trova di fronte è di notevole fascino, il verde è il colore dominante, segno di terre ricche e fertili. L’Aglianico del Vulture Eleano nasce proprio qui, a 600 metri s.l.m., dal vigneto Pian dell’Altare, da uve raccolte fra l’ultima decade di ottobre e la prima di novembre, il suo percorso evolutivo vede prima una sosta di un anno in acciaio e poi altri due in botti di rovere da 10 Hl. Il 2004 presenta un colore rubino intenso e concentrato, con unghia appena granata; il bouquet è ampio e sopraggiunge diretto, subito incisivo, la prima cosa che percepisci sono le prugne, in parte secche in parte ancora mature e succose, tanto tabacco, humus, erbe di macchia, dal rosmarino al timo, dalla santoreggia al dragoncello, venature di ginepro e liquirizia, una nota minerale profonda che fa da sostegno alla bella gamma espressiva. L’assaggio trasmette sensazioni quasi impetuose, energia, percepisci una vena acida vibrante nonostante il vino abbia raggiunto il settimo anno di età, il tannino è vivo ma perfettamente integrato nella massa voluttuosa e calda. E’ un bere avvincente e impegnativo, non si può degustare pensando ad altro, l’attenzione va tutta a lui, grande espressione, grande materia e una persistenza ragguardevole, i due anni in più di affinamento in bottiglia gli hanno fatto proprio bene, non gli manca quasi nulla…

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