Aglianico del Taburno D’Erasmo Riserva 2006

Degustatore: Barbara Brandoli Valutazione: @@@
Data degustazione: 04/2016


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: aglianico
Titolo alcolometrico: 14 %
Produttore: NIFO SARRAPOCHIELLO – Azienda Agricola Biologica
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro


…E guardo o’ mare ma chesta sera l’onne songhe ‘o ritratto ‘e sti penziere mieje veneno e vanno comme ‘e ricorde ca se perdono là addò l’acqua se vasa c’o cielo. (Luciano Somma) Aglianico, un vitigno che adoro, non solo per la tipologia ma perchè riesce sempre a sorprendermi per la sua capacità di rimanere fedele a se stesso e nello stesso tempo a diversificarsi in base alla zona dove viene coltivato. Chiede solo di esprimersi al meglio attraverso il nutrimento di una terra il più possibile naturale, all’interno di un ecosistema che gli permetta di attingere tutte quelle sostanze nutritive che faranno da base, da struttura sulla quale raccontare la sua diversità. L’azienda Nifo Sarrapochiello è a conduzione familiare e Lorenzo appartiene a quella nuova generazione che ha puntato sulla salvaguardia e sulla valorizzazione del territorio coltivando dal 1998 con il metodo dell’agricoltura biologica, solo uve autoctone. La collaborazione con il prof. Luigi Moio ha contribuito nella loro crescita qualitativa che non è solo personale ma di tutto il territorio enoico del Sannio. Ho la sensazione di essere entrata in un territorio antico e in parte dimenticato. M’immagino questa zona del beneventano come un paesaggio rurale e per questo m’affascina il viaggio e sapere dove questo vino mi vuole portare. L’Aglianico del Taburno D’Erasmo Riserva 2006 è prodotto da uve Aglianico al 100% provenienti da vigne di 25-30 anni situate tra i 250-350 mt sul livello del mare a Ponte, in provincia di Benevento. Dev’essere un posto magnifico, da una parte il mare, dall’altra il monte Pentime, in mezzo una distesa di vigne. D’Erasmo è un Aglianico che non tradisce e rispecchia il pensiero che avevo prima di assaggiarlo. Un vino potentissimo, all’inizio quasi aggressivo con i tannini ancora scalpitanti e una concentrazione di frutto che segna il passo sulla lingua avvolgendo anche il palato con un’alcolicità che subito prende il sopravvento. Decido di attendere almeno 15-20 minuti con il vino nel calice. Ecco, tutto si calma, si armonizza e piano piano escono le sensazioni che portano verso sentori di prugna, ciliegia e frutti di bosco, pepe. D’Erasmo è la potenza dell’Aglianico, un vino fiero di questa definizione che non cede e anzi si riconferma attraverso l’incontro con il degustatore come se in questa vigoria ci fosse racchiusa tutta la sua storia e tutto l’autentico racconto del territorio d’appartenenza. Assolutamente da provare su pietanze di carne come l’agnello o abbinato a formaggi di media e lunga stagionatura. Posso dire di questo vino che “chiama il cibo” ed è un pensiero felice che mi riporta alla convivialità, al dialogo e a quei frammenti di gioia e di quiete che si hanno quando la nostra capacità di ascoltare ciò che quel vino vuole raccontarci, diventa superiore rispetto a quella di giudicarlo.

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