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Area
di produzione - i territori delle province: Bologna,
Ravenna, Forlì, Rimini, Pesaro, Ancona, Macerata, Ascoli Piceno,
Teramo, Pescara, Chieti, L'Aquila, Campobasso, Isernia,
Benevento, Avellino, Frosinone, Rieti, Viterbo, Terni, Perugia,
Grosseto, Siena, Arezzo, Firenze, Prato, Livorno, Pisa.
Razza - la carne di Vitellone Bianco dell'Appennino Centrale
è prodotta da bovini, maschi e femmine, di pura razza Chianina,
Marchigiana e Romagnola, di età compresa tra i 12 e i 24 mesi.
Metodo di allevamento - dalla nascita allo svezzamento, è
consentito l'uso dei seguenti sistemi di allevamento: pascolo,
stabulazione libera, stabulazione fissa. Nelle fasi successive
allo svezzamento e fino alla macellazione, il pascolo è vietato
in quanto incide negativamente sulle caratteristiche qualitative
delle carni: pertanto i soggetti devono essere allevati
esclusivamente a stabulazione libera o a posta fissa. I vitelli
devono essere allattati naturalmente dalle madri fino al momento
dello svezzamento. Successivamente la base alimentare è
rappresentata da foraggi freschi e/o conservati provenienti da
prati naturali, artificiali e coltivazioni erbacee tipiche della
zona geografica indicata; in aggiunta, è permesso l'uso di
mangimi concentrati semplici o composti e l'addizione con
integratori minerali e vitaminici. La razione deve comunque
essere calcolata in modo da assicurare livelli nutritivi alti o
medio alti e una quota proteica compresa tra il 13% e il 18% in
funzione dello stadio di sviluppo dell'animale. Nei quattro mesi
che precedono la macellazione è vietato alimentare il bestiame
con foraggi insilati e sottoprodotti dell'industria. La
macellazione deve avvenire in mattatoi idonei, situati
all'interno della zona di produzione; al fine di evitare
l'instaurarsi di fenomeni di stress nell'animale, particolare
cura va prestata al trasporto e alla sosta prima della
macellazione evitando l'utilizzo di mezzi cruenti per il carico
e lo scarico degli automezzi e la promiscuità, sia nel viaggio
che nella sosta, di animali provenienti da allevamenti diversi.
Nel rispetto delle normative vigenti, la refrigerazione delle
carcasse deve essere effettuata in modo tale da evitare il
fenomeno della contrattura da freddo. Al fine di migliorare la
tenerezza delle carni, e' consentito l'uso
dell'elettrostimolazione sulle carcasse. Caratteristiche
al consumo - la carne deve essere immessa al consumo
provvista di particolare contrassegno a garanzia dell'origine e
dell'identificazione del prodotto. Il marchio deve essere
apposto con caratteri chiari e indelebili, nettamente distinti
da ogni altra scritta ed essere seguito dalla menzione
Indicazione Geografica Protetta e/o I.G.P. La marchiatura deve
essere effettuata al mattatoio da un esperto incaricato
dall'organismo di controllo. Il logo deve essere impresso sulla
superficie della carcassa, in corrispondenza della faccia
esterna dei 18 tagli di seguito elencati (specificando tra
parentesi le relative basi muscolari): 1) muscolo posteriore
(tibiale anteriore e posteriore, peroneo, estensori comune,
anteriore e laterale delle falangi, flessori esterno ed interno
delle falangi); 2) campanello (gastrocnemio laterale e
mediale, soleo e flessore superficiale delle falangi); 3)
girello (semitendinoso); 4) sottofesa (bicipite
femorale-lungo vasto, paramerale-lungo-vasto); 5) noce (retto
anteriore della coscia, vasto intermedio, laterale e medio);
6) fesa (semimembranoso, adduttore del femore, pettineo,
sartorio, gracile); 7) scamone (tensore della fascia lata,
gluteo medio, superficiale, profondo e accessorio); 8)
lombata (lunghissimo del dorso, lungo spinoso e costale,
trapezio, traverso spinoso, intercostale, elevatore delle coste,
piccolo dentato e gran dorsale); 9) costata (trapezio,
traverso spinoso del dorso, lungo costale e spinoso,
intercostale, lunghissimo del dorso, gran dorsale, piccolo
dentato ed elevatore delle coste); 10) pancia (obliquo
esterno ed interno, trasverso e retto dell'addome); 11) petto
(pettorale profondo e superficiale, trasversale delle coste);
12) sottospalla (romboide, trapezio, splenio, lungo flessore del
collo, lungo spinoso e costale, trasverso spinoso del dorso,
gran dorsale, gran dentato, lunghissimo del dorso,
intercostali);
13) reale (intercostale, gran dorsale); 14) collo
(romboide, trapezio, splenio, piccolo e grande complesso, lungo
flessore del collo, traverso spinoso, atloide del piccolo
complesso, cleidoccipitale e mastoideo, intertrasversali del
collo); 15) muscolo anteriore (estensore obliquo ed anteriore
del metacarpo, estensore proprio delle dita, estensore anteriore
delle falangi, cubitale esterno ed interno, gran palmare,
flessore superficiale e profondo delle falangi, capo omerale e
ulnare del flessore profondo delle falangi, capo radiale del
flessore superficiale delle falangi); 16) girello di spalla
(sopraspinoso e brachiocefalico); 17) polpa di spalla
(bicipite brachiale e pettorale profondo); 18) copertina
(sottospinoso e piccolo rotondo). La carne è' posta in vendita
al taglio o confezionata. La carne confezionata porzionata,
fresca o surgelata, è posta in vendita solo in confezioni
sigillate. Il confezionamento può avvenire solo in laboratori
abilitati e sotto il controllo dell'organo preposto che consente
la stampigliatura del marchio della Indicazione Geografica
Protetta sulle singole confezioni. E' comunque vietata
l'aggiunta di qualsiasi qualificazione non espressamente
prevista. |