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Area
di produzione - in provincia di Ravenna, nei comuni di
Brisighella, Casola Valsenio, Castelbolognes, Faenza, Riolo
Terme, Solarolo; in provincia di Forlì-Cesena, Modigliana e
Tredozio; in provincia di Bologna, Borgo Tossignano,
Casalfiumanese, Castel del Rio, Castelguelfo, Dozza, Fontanelice,
Imola e Mordano. Caratteristiche al consumo - i bulbi
sono di forma allungata, di colore che varia dal giallo al cuoio
fulvo bruno al grigio. Il bulbo pulito a forma di fiaschetto
allungato è bianco con striature violacee. Il prodotto viene
immesso al consumo sia fresco che secco, nel primo caso viene
legato a mazzetti da 500 grammi, nel secondo in mazzetti, trecce
o reti di plastica da 100 grammi. Metodo di produzione
- cresce in collina su terreni argillosi, asciutti e ben
drenati, ricchi di potassio e sostanze organiche; può essere
coltivato solo un anno su cinque sullo stesso terreno, e
comunque non dopo altre liliacee, aglio o cipolla, solanacee,
barbabietole o cavoli, mentre è possibile la rotazione con
frumento, orzo, radicchio, insalate e carote. L'impianto deve
essere effettuato a novembre-dicembre: la messa a dimora manuale
dà la migliore resa produttiva, soprattutto se si procede anche
ad una leggera rullatura del suolo. La raccolta invece comincia
a giugno dell'anno successivo, per lo scalogno da consumare
fresco, e prosegue fino a luglio per quello da conservare e
trasformare. La produzione unitaria massima consentita è di
60-80 quintali per ettaro. |