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Area
di produzione - comprende il territorio delle province di
Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Novara, Torino, Verbania,
Vercelli, Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Mantova
a sinistra del fiume Po, Milano, Monza, Pavia, Sondrio, Varese,
Trento, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona, Vicenza,
Bologna a destra del fiume Reno, Ferrara, Forlì-Cesena,
Piacenza, Ravenna e Rimini.
Forma - è cilindrica, a scalzo leggermente convesso
o quasi diritto con le facce piane leggermente orlate. Il sapore
è dolce e saporito. Crosta - è dura, spessa e di
colore giallo scuro. Pasta - la pasta cotta, si
presenta granulosa, a volte umida e attaccaticcia, di colore
giallo chiaro. Metodo di produzione - il latte usato
è di due mungiture diverse di cui una scremata per affioramento
o centrifugata. Il latte viene portato a 32-35°C aggiungendovi
siero innesto e caglio di vitello. Dopo la coagulazione e la
rottura della cagliata si aggiunge dello zafferano e si cuoce in
due fasi: la prima a 45 gradi. Lo si lascia spurgare e lo si fa
riscaldare nuovamente a 55 gradi. In seguito la massa viene
estratta con delle tele, previa eliminazione di gran parte del
siero e messa in mastelli di legno a spurgare per trenta minuti.
Si deposita poi nelle fascere e si sottopone a pressione per
8-10 ore. La salatura si effettua a secco, ad intervalli di due
giorni per 15 giorni, oppure in salamoia per 30-40 giorni, per
il tipo lombardo, o 15-20 giorni, per il tipo emiliano. Matura
in 60 giorni circa, durante i quali le forme vengono
periodicamente unte con olio di lino. La stagionatura dura dai
12 mesi ai 3 anni. |