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Area
di produzione - comprende l'intero territorio delle province
di Forlì-Cesena, Rimini, Ravenna, Pesaro-Urbino, Ancona,
Macerata, Ascoli Piceno e parte del territorio della Provincia
di Bologna, limitatamente ai Comuni di: Borgo Tossignano,
Casalfiumanese, Castel San Pietro Terme, Castel del Rio, Dozza,
Fontanelice, Imola, Loiano, Monghidoro, Monterenzio, Pianoro.
Caratteristiche del prodotto - la parte esterna del prodotto
finito varia dal colore bianco avorio al giallo ambrato. Alla
fine della stagionatura il peso delle singole forme varia da 500
a 1.900 grammi. I formaggi hanno forme irregolari,
caratterizzate da arrotondamenti e depressioni, la superficie si
presenta prevalentemente umida e grassa, in alcuni casi può
essere ricoperta di grasso condensato e muffe facilmente
asportabili con leggera raschiatura. La presenza di piccole
screpolature ed eventuali macchie giallo ocra, più o meno
intense, sulla superficie, rientra nelle caratteristiche del
prodotto. La buccia è assente o appena accennata. La pasta
interna è di consistenza semi dura, facilmente friabile, di
colore bianco ambrato o leggermente paglierino. L'odore è
caratteristico e persistente, a volte intenso, ricco di aromi
che ricordano il sottobosco con sentori di muffa e di tartufo.
Il sapore varia a seconda della composizione del formaggio
stagionato, secondo le seguenti caratteristiche: il pecorino
presenta un gusto aromatico e sapore fragrante, intenso e
gradevole, leggermente piccante, in modo più o meno accentuato;
il vaccino è fine e delicato, moderatamente salato e leggermente
acidulo, con una punta di amaro; il misto presenta sapore
gradevole ed equilibrato tra il saporito e l'amabile con sentori
amarognoli. Il "Formaggio di Fossa di Sogliano" DOP non presenta
più netta distinzione tra pasta e crosta, pertanto viene
consumato nella sua totalità senza togliere la parte esterna
della crosta, eventualmente, se sono evidenti macchie o
addensamenti di grasso, questi vanno tolti con una leggera
raschiatura della superficie. La quantità di grasso sulla
sostanza secca è superiore al 32%. Metodo di produzione
- le razze bovine per la produzione del latte sono la Frisona
Italiana, la Bruna Alpina, la Pezzata Rossa e relative meticcie,
mentre le razze ovine sono la Sarda, la Comisana, la Massese, la
Vissana, la Cornella Bianca, la Fabrianese, la Delle Langhe e la
Pinzirita co relative meticce. Il latte ovino e bovino
utilizzato deve provenire da allevamenti situati nella zona di
produzione. Gli animali possono effettuare sia la stabulazione,
sia il pascolo. L'alimentazione base del bestiame stabulato deve
essere costituita da foraggi composti da graminacee e leguminose
raccolte da prati monofiti, oligofiti e polifiti dei territori
regionali, individuati all'art.3, che attraverso il clima e le
caratteristiche del suolo determinano la qualità della
produzione del latte. Gli animali al pascolo utilizzano le
stesse essenze foraggere utilizzate per la fienagione ed i
pascoli polifiti spontanei dei territori compresi nel
disciplinare di produzione ricchi di flora con specie vegetali
erbacee, arbustive e arboree. I foraggi affienati o verdi ed il
pascolo possono essere integrati da mangimi semplici (un solo
tipo di granaglie) o composti (più tipi di granaglie), con
eventuale aggiunta di prodotti minerali/vitaminici.
L'integrazione della dieta con mangimi non deve superare il 30%
della razione giornaliera totale. Non è ammesso l'uso di
insilati. Il latte impiegato proviene da 2 mungiture
giornaliere. Il formaggio deve essere prodotto con l'impiego
esclusivo o la miscela delle seguenti tipologie di latte: latte
ovino intero: PECORINO, latte vaccino intero: VACCINO, miscela
di latte intero vaccino (massimo 80 %) e di latte intero ovino
(minimo 20 %): MISTO. Le caratteristiche del latte sono:
LATTE BOVINO: grasso p/v % = > 3,4, proteine p/v % = > 3,0,
carica batterica UF/ml = < 100.000, cellule somatiche / ml = <
350.000, sporigeni Anaerobi / litro assenti, sostanze inibenti
assenti, punto crioscopico ° C = < 0,520; LATTE OVINO: grasso
p/v % = > 6,0, proteine p/v % = > 5,4, carica batterica UF/ml =
< 1.400.000, cellule somatiche / ml = < 1.400.000, sostanze
inibenti assenti. Il latte deve essere riposto in recipienti
idonei all'uso. Per la produzione viene utilizzato latte crudo o
latte pastorizzato. La lavorazione del latte crudo deve avvenire
entro 48 ore dalla prima munta e deve essere indicata nei
documenti che accompagnano il prodotto. La lavorazione di latte
pastorizzato deve avvenire dopo la pastorizzazione a 71,7°C per
15 secondi, o a qualsiasi altra combinazione equivalente. Il
latte va coagulato con caglio naturale. È vietato l'uso di
additivi. Il latte va quindi messo nelle polivalenti per la
fermentazione e il coagulo, che avviene ad una temperatura
compresa tra 30°/38° C, con tempi di presa che possono variare
da 7 a 20 minuti. Quindi avviene la rottura della cagliata, dopo
la quale la pasta viene messa in forme idonee per lo spurgo del
siero e sottoposta a pressatura manuale e/o a stufatura. La
salatura viene effettuata a secco o in salamoia. La forma della
caciotta fresca deve avere un'altezza variabile dai 6 ai 10
centimetri e un diametro variabile dai 12 ai 20 centimetri. Il
peso sarà compreso tra 600 e 2000 grammi all'infossatura. La
maturazione del formaggio dovrà avvenire per un periodo minimo
di 60 giorni ed un massimo di 240, in ambienti provvisti di
autorizzazione sanitaria. È consentita la maturazione in cella
ad una temperatura compresa tra i 6° C e i 14° C, ad una umidità
relativa del 75-92 %. Alla fine della maturazione il formaggio
deve presentare una bucciatura asciutta, grassa, ma priva di
siero. I formaggi maturi per la stagionatura in fossa devono
essere puliti e privi di muffa, racchiusi in sacchi di tela non
colorata legati con spago naturale ed eventualmente bloccati con
fascette o cinghie idonee all'uso. I sacchi devono essere
contraddistinti con il numero di riconoscimento dello
stabilimento di infossatura (Codice Infossatore) e con il numero
di identificazione del lotto per riconoscere le varie partite di
prodotto e la loro origine. Queste diciture possono essere
apposte direttamente sul sacco con coloranti ad uso alimentare
e/o riportate su targhette fissate al sacco. Prima
dell'infossatura del formaggio le fosse vanno adeguatamente
preparate secondo la seguente metodologia: a) durante il
periodo di riposo la fossa viene tenuta chiusa tramite copertura
di legno, e aggiunta di sabbia o sassi; b) per l'utilizzo
viene aperta e aerata, poi sanificata con fuoco e fumo,
incendiando al suo interno piccole quantità di paglia di grano.
Spento il fuoco si procede alla pulizia, eliminando ogni residuo
di cenere; c) si realizza sul fondo un pavimento sopra
elevato, tramite l'utilizzo di tavole di legno non trattato,
questo consentirà il deflusso dei liquidi grassi prodotti dalla
fermentazione del formaggio, durante la stagionatura; d)
viene fatto il rivestimento delle pareti con uno strato minimo
di 10 cm. di paglia di grano sorretto da uno steccato verticale
di canne; e) la fossa viene riempita accatastando i sacchi di
formaggio, rispondenti ai requisiti del presente disciplinare,
fino all'imboccatura; dopo un periodo di assestamento, non
superiore ai 10 giorni, la fossa può essere rimboccata con
aggiunta di prodotto analogo, nello spazio che si è creato;
f) riempita la fossa, la bocca viene coperta con teli non
colorati e idonei all'uso alimentare, e/o paglia, atti ad
evitare la traspirazione. La fossa viene quindi chiusa tramite
l'apposizione di un coperchio di legno sigillato con gesso o
malta di arenaria calcidrata. E' ammessa l'ulteriore copertura
con sassi, polvere di arenaria, sabbia e/o tavole; g) da
questo momento comincia la stagionatura; h) è vietata
l'apertura delle fosse durante l'intero periodo di stagionatura;
i) l'infossatura varia da un minimo di 80 giorni ad un massimo
di 100 giorni. La sfossatura deve avvenire secondo le seguenti
modalità: con lo scalpello e la mazzetta, la bocca della fossa
viene liberata dalla copertura e viene aperto il coperchio di
legno. Prima di dare inizio alle operazioni di svuotamento della
fossa, è necessario aerare la stessa da un minimo di 30 minuti
ad un massimo di 6 ore al fine di favorire la discesa dello
sfossatore. A tale scopo si utilizzano anche appositi
ventilatori per permettere ai gas stagnanti all'interno della
fossa di fuoriuscire e rendere l'ambiente più sicuro per
l'operatore. Gli addetti entrano all'interno della fossa,
vestiti con un camice o tuta di colore bianco, scarpe
igienicamente predisposte, guanti di lattice e copricapo bianco.
I sacchi di formaggio vengono passati ad un altro operatore,
sempre opportunamente abbigliato e posizionato ai bordi della
fossa, e vengono predisposti su appositi teli, bancali, o
contenitori, per evitare il contatto con qualsiasi tipo di
pavimentazione. Entro 12 ore dalla fine della sfossatura, le
forme verranno consegnate ai proprietari del formaggio, o
depositate nei locali provvisti di autorizzazione sanitaria, per
le successive operazioni previste dalla legge al fine
dell'immissione al consumo del prodotto. Per ottemperare ai
requisiti della tradizione e per assicurare le inimitabili
qualità organolettiche che fanno di questo prodotto un formaggio
unico e immediatamente riconoscibile, sono previsti due distinti
periodi di infossatura da effettuarsi nel corso dello stesso
anno solare: infossatura primaverile e infossatura estiva.
L'infossatura primaverile (PRM) avrà decorrenza dal 1° marzo e
potrà essere effettuata fino al limite massimo del 20 giugno di
ciascun anno. L'infossatura estiva (EST) avrà decorrenza dal 21
giugno e potrà essere effettuata fino al limite massimo del 21
settembre di ciascun anno. Tra un'infossatura e l'altra viene
rispettato un periodo di ripristino della fossa per un minimo di
10 giorni, in modo da permettere le operazioni di pulitura ed
asciugatura della fossa stessa. Alla fine dell'infossatura e
conseguente stagionatura estiva, le fosse dovranno osservare un
periodo di riposo invernale che avrà una durata minima di tre
mesi. Ogni fossa non potrà effettuare più di due infossature nel
corso dello stesso anno solare. Le operazioni di produzione del
latte, di caseificazione, di stagionatura e infossatura devono
avvenire nella zona delimitata all'art. 3 del presente
disciplinare di produzione, al fine di garantire la qualità, la
tracciabilità ed il controllo del prodotto. Le operazioni di
porzionamento e di confezionamento devono avvenire nella zona
delimitata in quanto i formaggi dopo il periodo di infossatura
non presentano più la netta distinzione tra la pasta e la crosta
per l'effetto della fermentazione anaerobica avvenuta in questa
fase della lavorazione e le forme si presentano umide e unte ed
indifese verso i processi di essiccazione e di indurimento.
Occorre pertanto che il prodotto venga confezionato prima della
distribuzione commerciale per evitare la formazione di crepe e
fessure nella pasta e per proteggere le caratteristiche del
prodotto. |