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Area
di produzione - territorio amministrativo dei comuni di
Bastiglia, Bomporto, Campogalliano, Camposanto, Carpi,
Castelfranco Emilia, Castelnuovo Rangone, Castelvetro di Modena,
Cavezzo, Concordia sul Secchia, Finale Emilia, Fiorano Modenese,
Formigine, Guiglia, Maranello, Marano sul Panaro, Medolla,
Mirandola, Modena, Montese, Nonantola, Novi di Modena, Pavullo
nel Frignano, Prignano sul Secchia, Ravarino, S. Cesario sul
Panaro, S. Felice sul Panaro, S. Possidonio, S. Prospero sul
Secchia, Sassuolo, Savignano sul Panaro, Serramazzoni, Soliera,
Spilamberto, Vignola, Zocca, in provincia di Modena e dal
territorio limitrofo della Provincia di Bologna, limitatamente
ai seguenti comuni: Anzola nell'Emilia, Bazzano, Castel d'Aiano,
Castello di Serravalle, Crespellano, Crevalcore, Monte S.Pietro,
Monteveglio, San Giovanni in Persiceto, Sant'Agata Bolognese,
Savigno, Vergato. Frutto - frutti di ciliegio acido
provenienti da piantagioni composte dalle seguenti varietà:
Amarena di Castelvetro, Amarena di Vignola dal peduncolo corto,
Amarena di Vignola dal peduncolo lungo, Amarena di Montagna,
Amarena di Salvaterra, Marasca di Vigo, Meteor, Mountmorency,
Pandy. Caratteristiche del prodotto - al momento
dell'immissione al consumo la confettura presenta le seguenti
caratteristiche chimico fisiche:
- aspetto esteriore: consistenza morbida, caratteristico colore
rosso bruno intenso con riflessi scuri
- Indice rifrattometrico a 20° tra 60 e 68 gradi brix
- Tenore di aspro caratteristico (acidità), determinato
attraverso la misura dell'indice Ph compreso tra 2,5 e 3,5
Il sapore caratteristico della confettura presenta un buon
equilibrio fra il dolce e l'asprigno con sensazione di acidità.
Al momento dell'immissione al consumo ha una percentuale minima
di zucchero del 60% Metodo di ottenimento - le
condizioni ambientali e di coltura dei frutteti destinati alla
produzione della confettura devono essere quelle tradizionali
della zona e comunque atte a conferire al prodotto le specifiche
caratteristiche. I sesti di impianto, le forme di allevamento e
i sistemi di potatura devono essere quelli di norma usati nella
zona di produzione, e cioè tali da garantire un'illuminazione e
arieggiamento dell'intera chioma dell'albero. In particolare, la
distanza lungo la fila e quella tra le file non deve essere
inferiore ai quattro metri, mentre le forme di allevamento
devono essere riconducibili a vaso o a fusetto e loro varianti.
La coltivazione non richiede interventi particolari sotto il
profilo della concimazione e della difesa fitosanitaria. E'
praticato l'inerbimento naturale nell'interfilare mentre sulla
fila si opera con il diserbo chimico o pacciamatura per evitare
danneggiamenti alle piante che hanno spiccata attitudine ai
polloni. E' consentita l'irrigazione di soccorso. E' vietata,
comunque, ogni pratica di forzatura. La raccolta viene
effettuata nel periodo compreso dal 20 maggio al 31 luglio,
tenuto conto dell'epoca di maturazione delle singole varietà
presenti nel frutteto. Al momento della raccolta il frutto deve
essere maturo, deve cioè presentare una colorazione uniforme su
almeno il 90% dei frutti e presentare le seguenti
caratteristiche: - colore epidermide: da rosso chiaro a rosso
cupo
- colore polpa: giallo o aranciato
- colore succo: da incolore a giallastro
- contenuto in zuccheri: > 16° brix
- contenuto in acidi: da medio a medio elevato > 18 g/l acido
malico
- resa in succo: > 75%. La consegna all'azienda di produzione
deve essere effettuata entro ventiquattro ore dalla raccolta. Al
fine di mantenere le caratteristiche qualitative dei frutti ed
evitare l'insorgere di fermentazioni è necessario tenere sotto
controllo la temperatura mediante processo di raffreddamento
esterno da avviarsi entro due ore dalla raccolta. Il
raffreddamento può avvenire attraverso la semplice immersione
nei "bins" di acqua e blocchi di ghiaccio ovvero di sola acqua
avente una temperatura non superiore ai 15°C, come pure
attraverso l'utilizzo di stazioni mobili di raffreddamento o di
celle frigorifere presso i centri di raccolta che assicurino una
temperatura esterna variabile tra i 5° e i 15°C. Nella
preparazione della confettura, al fine di conferire al prodotto
le sue peculiari caratteristiche, sono ammesse soltanto le
pratiche di produzione tradizionali, riconducibili alla
metodologia della concentrazione per evaporazione termica del
frutto. La percentuale di frutti utilizzati per la produzione
della confettura deve corrispondere alla proporzione minima di
gr.150 per 100 gr. di prodotto finito. La lavorazione inizia con
l'inserimento dei frutti in una passatrice o denocciolatrice,
dove questi vengono denocciolati e privati dei piccioli. Succo e
frutta vengono quindi avviati al concentratore, dove si aggiunge
zucchero saccarosio in percentuale non superiore al 35% in peso
del prodotto e dove si predispone e si mantiene per almeno 30
minuti una temperatura compresa fra 60°C e 80°C allo scopo di
sciogliere lo zucchero. Non è ammessa l'aggiunta di zuccheri
diversi dal saccarosio. Non sono ammessi né coloranti, né
conservanti, né addensanti. La concentrazione per evaporazione
può avvenire, oltre che con il metodo classico del fuoco diretto
a vaso aperto, anche sottovuoto. Questo secondo metodo è basato
su di una depressione interna al concentratore e quindi su di
una bollitura a temperatura inferiore compresa tra i 60°C e i
70°C, cosa che permette una riduzione dei tempi di lavorazione.
Per preservare le caratteristiche della confettura, il
confezionamento deve avvenire in linea al termine della
lavorazione, in modo da evitare una successiva pastorizzazione
che potrebbe variare il sapore tipico della confettura, dato dal
buon equilibrio tra il gusto acido e quello dolce. |