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Tenuta Casenuove: una storia lunga dieci annate 2015-2025

Degustazione di dieci annate di Chianti Classico per raccontare e definire il percorso intrapreso dalla Tenuta, con la guida degli enologi Cosimo Casini e Maria Sole Zoli

Tenuta Casenuove

Dall’intuizione di Philippe Austruy, imprenditore, collezionista d’arte e grande appassionato di vino, nasce la nuova vita di Tenuta Casenuove, oggi una delle realtà più dinamiche del Chianti Classico. Già proprietario di aziende vinicole in Provenza e nella valle del Douro, Austruy individua nel 2015, sulle colline di Panzano in Chianti, il luogo ideale per un progetto ambizioso: riportare all’eccellenza una storica proprietà toscana risalente al XVII secolo.
La tenuta, che ha sede a Greve in Chianti, allora appartenente alla famiglia Pandolfini e conosciuta dagli anni ’80 con il marchio Fattoria Casenuove, viveva un periodo di declino produttivo. La visita di Austruy cambia il corso della storia: l’imprenditore decide di investire in un profondo processo di recupero, fedele alla sua filosofia di intervenire su luoghi di grande bellezza per riportarli a nuovo splendore. Da quasi undici anni l’azienda si presenta sul mercato con il nome Tenuta Casenuove, diventando un riferimento per il Gallo Nero.

Tenuta Casenuove esterno cantina

Terreni vocati e nuova identità viticola
Da 14 ettari vitati si è passati agli attuali 30, di cui 27 in produzione. A guidare il rinnovamento agronomico ed enologico sono due giovani professionisti, Cosimo Casini e Maria Sole Zoli, artefici di una valorizzazione rigorosa dei suoli e delle varietà. I vigneti, posti tra i 370 e i 500 metri di altitudine, poggiano su terreni di galestro e argille ricche di scheletro, con esposizioni che abbracciano la luce per l’intero arco della giornata.
Il Sangiovese è il protagonista indiscusso, affiancato da varietà storiche del Chianti Classico come Colorino, Ciliegiolo e Canaiolo. Sono presenti anche Merlot e Cabernet Sauvignon e Franc, ma la filosofia resta quella di puntare sulla longevità e sulla forte identità territoriale. Nuovi terrazzamenti, muretti a secco e reimpianti studiati mirano a superare il ciclo produttivo tradizionale dei 20–30 anni, guardando a viti capaci di arrivare ai 60.

Tenuta Casenuove interno cantina

Cantina, innovazione e memoria
La zonazione, frutto di lavoro costante, permette di eseguire raccolte mirate e di mantenere una gestione agronomica differenziata a seconda dell’annata. Tutto è manuale: dalle selezioni in vigna alla caduta per gravità degli acini nelle vasche dopo un raffreddamento controllato. L’obiettivo è ottenere estrazioni delicate e massima espressività del frutto, lontane da ogni standardizzazione.
La cantina, completamente rimodernata, mantiene però un legame con il passato. Tra le strutture rinnovate compare un vecchio pozzo, testimonianza della vita contadina di un tempo, riscoperto grazie ai ricordi di un’anziana frequentatrice della proprietà. Accanto ai tradizionali contenitori di affinamento fanno oggi la loro comparsa anche botti in gres, scelta che interpreta le tendenze più contemporanee.

Tenuta Casenuove interni

Un nuovo corso nel cuore del Chianti Classico
Tra venti miti, suoli vocati e altitudini preziose, Tenuta Casenuove è diventata un laboratorio di precisione. Qui Casini e Zoli conducono una ricerca continua, fatta di dettagli e di “assonanze”, come le definisce l’enologo, che portano in bottiglia vini eleganti e profondi.
Gli assaggi delle dieci annate raccontano il nuovo percorso dell’azienda, dal suo recupero, al rinnovamento, passando per uno studio maniacale di suoli e varietà. I sentori si definiscono, le annate marchiano con la loro impronta ma il lavoro in vigna e in cantina davvero ridisegnano il profilo e il destino di un’azienda che ha e avrà molto da raccontare.

Tenuta Casenuove verticale Chianti Classico

Chianti Classico 2015: la prima bottiglia di Chianti Classico firmata Tenuta Casenuove ricalca l’orma di una mano che è ormai scomparsa, l’annata è stata piuttosto difficile. I sentori sono equilibrati all’olfattiva, il frutto è maturo e scuro, rievoca la prugna secca. Giungono poi le note eteree, balsamiche. Il tannino è presente, audace, il corpo strutturato e di carattere profondo.

Chianti Classico 2016: il nuovo viaggio inizia con quest’annata. Il vino assume eleganza, il sorso è snello, agile, la 2016 è più gentile della precedente, e come dice Cosimo, avviene uno svisceramento totale delle uve. Composto nella sua trama, le spezie al naso sono più evidenti, il sorso ampio ed elegante. Il frutto viene fuori al secondo assaggio.

Chianti Classico 2017: il carattere si fa speziato, si affacciano timide note floreali scure. Maggiore concentrazione e robustezza rendono questo vino molto presente con tannino vellutato. L’annata è stata brusca, molto calda, con utilizzo di uve da vigne molto vecchie, con resa bassissima e legno di secondo e terzo passaggio. Rimangono alcune spigolature che timbrano un’annata davvero difficile.

Tenuta Casenuove verticale Chianti Classico

Chianti Classico 2018: al naso si percepiscono sentori di frutta rossa e nera matura, ciliegia e mora di rovo, accompagnati da tocchi speziati come vaniglia dolce. Nella sua complessità, seguono note eteree. Il sorso è pronto, gradevole nella freschezza pur con impegnativa struttura tannica. Il finale asciutto e molto prolungato. Prodotto con 80% Sangiovese, 15% Merlot, 5% Cabernet Sauvignon, affina in tonneau per 6/10 mesi.

Chianti Classico 2019: l’anno della svolta, con attrezzature nuove, complice un’annata perfetta. La vinificazione di una parte avviene in cemento (e una in acciaio) e determina un timbro di freschezza e integrità del frutto, il sorso è verticale e molto vivace. Troviamo equilibrio, struttura, eleganza. Gli enologi confermano di non aver esagerato con rimontaggi e pigiature. Un vino armonico e davvero piacevole.

Chianti Classico 2020: 90% Sangiovese, il resto autoctoni e internazionali. Vinificazione ad acino intero in vasche di cemento non vetrificato, maturazione per 6/8 mesi in botti di rovere da 45 hl e in cemento. Si apre al naso con note di frutta nera matura, sentori balsamici e di spezie nere accompagnate da sensazioni boschive e selvatiche. Il tannino ancora vibrante e la freschezza dominano su un finale molto persistente. Un vino giovane e pieno, masticabile, che non può che migliorare con il tempo.

Chianti Classico 2021: annata molto bella, anche qui il Canaiolo accompagna senza sovrastare e regala un intrigante corredo floreale. Al naso il frutto è netto, deciso e intenso. Alla gustativa le note si scuriscono ma senza perdere limpidezza, la sapidità e l’acidità ben si accompagnano a un sorso molto lungo. Esemplare.

Tenuta Casenuove botte ovale

Chianti Classico 2022: da 95% Sangiovese, 5% Canaiolo, affina una parte in cemento o acciaio e una parte in botte grande. Prima annata certificata biologica. Ben disegnato dall’acidità bilanciata con il frutto scuro e i sentori balsamici. Le spezie si affacciano fragranti, il sorso è dinamico e armonico, ottima la trama tannica. Un’annata decisiva per l’ingresso delle uve dalle vigne nuove, le rese anche qui sono molto ridotte e un accorciamento di macerazioni.

Chianti Classico 2023: un’annata difficile, con una drastica riduzione di raccolta. Il vino è giovane, poco strutturato ma la mano che ha cambiato il passo ormai marchia il sorso. La bocca è rotonda, molto fruttata, la sensazione è di avvolgenza e persistenza. Un vino che può aspettare a uscire, per raggiungere più completezza.

Chianti Classico 2024: annata impegnativa con piogge ricorrenti. Sono state necessarie selezioni in cantina e correzioni costanti. Le acidità elevate hanno portato a macerazioni limitate. La 204 è ancora da imbottigliare, il gusto risulta ancora acerbo ma il potenziale eccellente. Il naso è vivace, si percepiscono intriganti note floreali.

L’annata 2025, assaggio di vasca, prevede una massa con percentuale di colorino e ciliegiolo, il colore è ancora violaceo ma le promesse sono ottime.

Ringraziamo la guida e la presenza costante di Alessandro Fonseca, direttore della Tenuta.

Susanna Schivardi

Susanna Schivardi

Amante della letteratura classica, consegue la Laurea in Lettere, indirizzo filologico, con una tesi sperimentale sull’uso degli avverbi nei testi arcaici della tradizione classica. Appassionata di viaggi e culture nel mondo, dai suoi studi impara che la tradizione è fondamentale per puntare all’innovazione, e si avvicina al mondo del vino dopo vari percorsi, facendone un motivo conduttore di tante esperienze. Conoscere le aziende da vicino, i territori e la visione da cui nasce una bottiglia, rimane una ricerca alimentata da una curiosità che si rinvigorisce viaggio dopo viaggio. Affianca al vino la pratica di uno sport come l’arrampicata, che richiede concentrazione, forza di volontà e perseguimento di obiettivi sempre più alti. In questo riconosce un’affinità forte con i produttori di vino, che investono vite intere per conseguire risultati appaganti, attraverso ricerca e impegno. Da quattro anni cura la rubrica Sulla Strada Del Vino finora online sulla testata giornalistica gliscomunicati.it, grazie alla collaborazione di Massimo Casali, sommelier da anni e studioso del vino. Attualmente lavora in Rai, ed è giornalista pubblicista dal 2005.

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