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Doc e DocgLe regole del vino

Le Docg della Toscana: Suvereto

mappa Docg Suvereto


❂ Suvereto D.O.C.G.
(D.M. 18/11/2011 – G.U. n.284 del 6/12/2011; ultima modifica D.M. 12/9/2025 – G.U. n.222 del 24/9/2025)


zona di produzione
● in provincia di Livorno: comprende i terreni vocati alla qualità dell’intero territorio amministrativo del comune di Suvereto;

base ampelografica
cabernet sauvignon, cabernet franc, syrah, sangiovese e merlot, da soli o congiuntamente, max. 100%, possono concorrere alla produzione le uve a bacca nera, da sole o congiuntamente, provenienti da altri vitigni idonei alla coltivazione per la regione Toscana, max. 15%;
● con menzione del vitigno rossi: Sangiovese, Cabernet sauvignon, Cabernet franc, Merlot, Syrah 100%;

norme per la viticoltura
condizioni ambientali e di coltura: sono da considerarsi idonei ai fini dell’iscrizione allo schedario dei vigneti, unicamente quelli collinari di giacitura e orientamento adatti con buona sistemazione idraulico-agraria. Sono da considerarsi invece inadatti, e non possono essere quindi iscritti al predetto schedario, quei vigneti situati su terreni eccessivamente umidi o insufficientemente soleggiati e di pianura alluvionale;
è consentita l’irrigazione di soccorso;
i nuovi impianti e reimpianti devono prevedere un minimo di 4.000 viti per ettaro;
la resa massima di uva ammessa in coltura specializzata e il titolo alcolometrico volumico naturale minimo devono essere di 9 t/Ha e 12,50% vol. (8 t/Ha e 13,00% vol. per le versioni Riserva);
per l’entrata in produzione dei nuovi impianti la produzione massima ad ettaro deve essere al 3° anno vegetativo pari al 60% della produzione prevista, al 4° anno pari all’80%, al 5° anno pari al 100%;

norme per la vinificazione
le operazioni di vinificazione e di invecchiamento devono essere effettuate nell’ambito della zona di produzione;
è consentito l’arricchimento dei mosti e dei vini, nei limiti e condizioni stabilite dalle norme comunitarie e nazionali, con mosti concentrati ottenuti da uve prodotte nella zona di produzione delimitata o, in alternativa, con mosto concentrato rettificato o a mezzo di altre tecnologie consentite;

i vini “Suvereto”, “Suvereto” Sangiovese, “Suvereto” Merlot, “Suvereto” Syrah, “Suvereto” Cabernet franc e “Suvereto” Cabernet sauvignon non possono essere immessi al consumo prima del 1° maggio del secondo anno successivo a quello di produzione delle uve;
i vini “Suvereto”, “Suvereto” Sangiovese, “Suvereto” Merlot, “Suvereto” Syrah, “Suvereto” Cabernet franc e “Suvereto” Cabernet sauvignon che vogliano fregiarsi della qualifica “Riserva” devono essere sottoposti a un periodo di invecchiamento non inferiore a 24 mesi di cui almeno 12 in contenitori di legno e 6 in bottiglia. Il periodo di invecchiamento decorre dal 1° novembre dell’anno di produzione delle uve;

norme per l’etichettatura e il confezionamento
nella designazione dei vini a denominazione di origine controllata e garantita “Suvereto”, “Suvereto” Sangiovese, “Suvereto” Merlot, “Suvereto” Syrah, “Suvereto” Cabernet franc e “Suvereto” Cabernet sauvignon può essere utilizzata la menzione “vigna“, a condizione che sia seguita dal relativo toponimo o nome, che la relativa superficie sia distintamente specificata nell’albo dei vigneti, che la vinificazione, elaborazione e conservazione del vino avvengano in recipienti separati e che tale menzione, seguita dal toponimo o nome, venga riportata sia nella denuncia delle uve, sia nei registri, sia nei documenti di accompagnamento
;
è obbligatorio riportare in etichetta l’unità geografica più ampia «Toscana»;
è obbligatorio riportare in etichetta l’indicazione dell’annata di produzione delle uve;
i vini a denominazione di origine controllata e garantita “Suvereto”, “Suvereto” Sangiovese, “Suvereto” Merlot, “Suvereto” Syrah, “Suvereto” Cabernet franc e “Suvereto” Cabernet sauvignon possono essere immessi al consumo esclusivamente in bottiglie dei tipi bordolese o borgognona di volume nominale fino a 5 litri di capacità, aventi forma e abbigliamento consoni ai caratteri dei vini di pregio;
per la tappatura dei vini è obbligatorio il tappo di sughero raso bocca. Tuttavia, per i contenitori di vetro con capacità fino a 0,375 litri, è ammesso l’utilizzo di altri dispositivi di chiusura ammessi dalla normativa vigente;

legame con l’ambiente geografico
A) Informazioni sulla zona geografica

Fattori naturali rilevanti per il legame
La zona geografica delimitata comprende il territorio del Comune di di Suvereto. Dal punto di vista geologico abbiamo la presenza di calcari cavernosi e calcari neri stratificati del trias medio superiore. La parte collinare che borda a valle è caratterizzata da litologie appartenenti ai domini: Toscano, Austro – Alpino e Ligure, mentre nelle zone pianeggianti i depositi sono essenzialmente neoautoctoni. Le caratteristiche del suolo agrario dell’intera area sono spiccatamente favorevoli alla coltivazione della vite. La tessitura evidenzia frazioni granulometriche rappresentate dal medio impasto, dal medio impasto sabbioso e dal medio impasto argilloso. La reazione del terreno è essenzialmente subalcalina, con presenza anche di ph neutro e in minor misura alcalino.
La presenza di sostanza organica è generalmente al di sotto della media come la dotazione di azoto totale. Buona invece la dotazione di fosforo assimilabile e talvolta molto elevata quella di potassio assimilabile e di calcio.
Sotto l’aspetto agropedologico buona parte della zona è rappresentata da terreni alluvionali leggeri sabbio – limosi e lima – sabbiosi, profondi e freschi, e da terreni alluvionali pesanti limosi e argillosi, profondi e freschi. Le condizioni climatiche che si riscontrano nella zona sono tali da creare un habitat particolarmente idoneo alla viticoltura di qualità. Le temperature non sono mai particolarmente ostili, ma anzi nel periodo primaverile favoriscono con la loro mitezza un equilibrato sviluppo vegetativo, una ottima fioritura ed allegagione. Le temperature estive, l’insolazione l’illuminazione garantiscono sempre una perfetta maturazione dei grappoli, e il raggiungimento di ottimali indici di maturazione per tutte le varietà di vite coltivate.
Eventi meteorici particolarmente dannosi quali gelate primaverili e siccità prolungate ricadono solo raramente. Anche le precipitazioni hanno una buona distribuzione concentrandosi essenzialmente nel periodo di inizio primavera ( Marzo – Aprile ) ed autunnale ( Ottobre – Novembre). La temperatura media si attesta intorno ai 14° e la piovosità annuale non supera i 650 mm. La zona è dotata di una buona escursione termica che favorisce la naturale esaltazione dei profumi e degli aromi del vino. In effetti il territorio per le peculiari caratteristiche pedoclimatiche è particolarmente vocato alla produzione di vini di qualità confermando la naturale predisposizione di questo territorio alla produzione di vini di qualità con forti caratteri di tipicità e spiccata identità.
Fattori Umani rilevanti per il legame
La storia della viticoltura a Suvereto si può assimilare a quella della Val di Cornia, e come questa parte da molto lontano, e si intreccia con la storia degli Etruschi, dei Romani, per poi passare dal basso ed alto medio evo ed arrivare ai giorni nostri. L’impero Romano sviluppò la coltivazione della vite e l’uso del vino in modo razionale ed esteso. Nel XIV secolo la famiglia Della Gherardesca, proprietari feudali da Cecina fino a Follonica, dette un ulteriore impulso alla diffusione dell’attività vitivinicola a Suvereto. Un incremento più consistente ed esteso delle attività viticole ed enologiche si ebbe a partire dal XVII secolo, con la nascita dell’Accademia dei Georgofili e con lo spezzettamento del latifondo a causa della eredità e dei fallimenti economici dei proprietari, che dettero impulso ad una impostazione agricola diversa dal passato. Intorno al 1830 si ebbero le prime bonifiche, ed esse portarono nuovi spazi agricoli e anche nuovi vigneti e nuove cantine. Emanuele Repetti nel suo dizionario del 1843 scrive a proposito dei terreni bonificati “…pianure e campi tramezzati di vigneti e oliveti. Ora colui che attraversasse il piano di Campiglia e le pendici del suo poggio stupirebbe in vedere l’uno e l’altre coperte di vigne, di oliveti…vedrebbe vaste campagne adorne di vigneti disposti a filari, poggianti alle canne (anche se) alcune moderne piantagioni sono all’uso fiorentino…”. Agli inizi si pigiava l’uva nel vigneto per poi portare il mosto in fattoria o nella proprietà, nelle quali c’era la grande cantina. In seguito si fecero piccole cantine poderali. Il consumo del vino continuò ad avere i suoi canali: la maggior parte venduto in botti e il resto per autoconsumo dei proprietari. Le prime testimonianze di un certo valore culturale – enoico l’abbiamo nel 1886 con la partecipazione di cinque produttori di Suvereto all’Esposizione Mondiale di Roma; nel 1907 alcuni produttori sono ad un concorso enologico sui vini di Toscana. Con il dopoguerra i produttori di Suvereto avviano un graduale percorso di valorizzazione e promozione delle produzioni vitivinicole, e con un progressivo lavoro di qualificazione dei vini, nel 1989 viene riconosciuta la DOC “Val di Cornia” e nel 2000 la sottozona “Suvereto”.
B) Informazioni sulla qualità e sulle caratteristiche del prodotto essenzialmente o esclusivamente attribuibili all’ambiente geografico
La Denominazione di Origine Controllata e Garantita “Suvereto” è riferita alle tipologie previste dal disciplinare di produzione, le quali sotto gli aspetti analitici e organolettici evidenziano caratteristiche riconoscibili, ben evidenti e peculiari. Dette caratteristiche esprimono una chiara caratterizzazione ed identità dei vini legata all’ambiente geografico e che si esprimono in tutte le componenti visive, olfattive e gustative. I vini presentano mediamente un modesto tenore di acidità, il colore è rosso rubino, intenso e profondo, e con l’invecchiamento evolve verso il granato. Il profumo è intenso, elegante, ampio, con note caratteristiche dei vitigni di provenienza. Il sapore è caldo ed asciutto, giustamente tannico, con note speziate e sentore di legno nei prodotti invecchiati I vini esprimono caratteri di grande equilibrio che mettono in evidenza la perfetta interazione vitigni/territorio. I vini per i quali è previsto l’invecchiamento, si arricchiscono con il tempo, di profumi, aromi e sapori più intensi, consistenti e persistenti.
C) Descrizione dell’interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera A e quelli di cui alla lettera B
Il particolare ed ottimale ambiente pedo-climatico della zona, particolarmente vocato alla coltivazione della vite, concorre a determinare le condizioni nelle quali i più importanti elementi naturali favoriscono positivamente tutte le funzioni vegeto – produttive della pianta e la perfetta ed equilibrata maturazione dei frutti. Nella scelta dei terreni ove collocare i vigneti vengono privilegiate le zone con ottima esposizione e giacitura, adatti ad una viticoltura di pregio e di qualità. La secolare storia vitivinicola della zona di Suvereto, e la continua e positiva opera dell’uomo, è la prova della stretta connessione ed interazione esistente fra i fattori umani e la qualità e le peculiari caratteristiche dei vini “Suvereto”. Il territorio per le proprie e particolari caratteristiche pedoclimatiche è particolarmente vocato alla produzione di vini di qualità, confermando la naturale predisposizione di questi territori alla produzione di vini con forti caratteri di tipicità e spiccata identità.
L’intervento dell’uomo nel corso dei secoli ha tramandato e consolidato sul territorio le tradizionali tecniche di coltivazione della vite e di produzione del vino, le quali durante l’epoca moderna e contemporanea sono state ulteriormente migliorate ed affinate con il progresso scientifico e tecnologico, fino ad ottenere gli attuali vini rinomati.

Allegato

► Elenco vitigni complementari idonei alla produzione della DOCG dei vini Suvereto
1. Abrusco N.
2. Aleatico N.
3. Alicante Bouschet N.
4. Alicante N.
5. Ancellotta N.
6. Barbera N.
7. Barsaglina N.
8. Bonamico N.
9. Bracciola Nera N.
10. Cabernet Franc N.
11. Cabernet Sauvignon N.
12. Calabrese N.
13. Caloria N.
14. Canaiolo Nero N.
15. Canina Nera N.
16. Carignano N.
17. Carmenere N.
18. Cesanese d’Affile N.
19. Ciliegiolo N.
20. Colombana Nera
21. Colorino N.
22. Foglia Tonda N.
23. Gamay N.
24. Groppello di Santo Stefano N.
25. Groppello Gentile N.
26. Lambrusco Maestri N.
27. Malbech N.
28. Malvasia N.
29. Malvasia Nera di Brindisi N.
30. Malvasia Nera di Lecce N.
31. Mammolo N.
32. Mazzese N.
33. Merlot N.
34. Mondeuse N.
35. Montepulciano N.
36. Petit verdot N.
37. Pinot Nero N.
38. Pollera Nera N.
39. Prugnolo Gentile N.
40. Pugnitello N.
41. Rebo N.
42. Refosco dal Peduncolo rosso N.
43. Sagrantino N.
44. Sanforte N.
45. Sangiovese N.
46. Schiava Gentile N.
47. Syrah N.
48. Tempranillo N.
49. Teroldego N.
50. Vermentino Nero N.

Roberto Giuliani

Figlio di un musicista e una scrittrice, è rimasto da sempre legato a questi due mestieri pur avendoli traditi per trent’anni come programmatore informatico. Ma la sua vera natura non si è mai spenta del tutto, tanto che sin da ragazzo si è appassionato alla fotografia e venticinque anni fa è rimasto folgorato dal mondo del vino, si è diplomato sommelier e con Maurizio Taglioni ha fondato Lavinium, una delle prime riviste enogastronomiche del web, alla quale si dedica tutt’ora anima e corpo in qualità di direttore editoriale. Collabora anche con altre riviste web e ha contribuito in più occasioni alla stesura di libri e allo svolgimento di eventi enoici. Dal 2010 collabora all'evento Terre di Vite di Barbara Brandoli e dal 2011 fa parte del gruppo Garantito Igp.

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