Statistiche web
Notizie e attualitaStorie di cantine, uomini e luoghi

Il Buttafuoco Storico Vigna Pitturina di Poggio Rebasti

Logo Poggio Rebasti

La storia della famiglia Rebasti inizia alla fine del 1800, quando Pietro Rebasti decide di coltivare la vite e produrre vino su di un piccolo colle nel Comune di Montescano.
Da allora la passione per la vite si è tramandata di padre in figlio, da Angelo ad Ugo, fino ad arrivare agli anni Settanta del secolo scorso, quando Ermanno Rebasti, attuale proprietario dell’Azienda, prende in mano vigna e cantina con la ferma intenzione di proseguire la tradizione famigliare e mantenere il forte legame con il territorio, fatto di rispetto e cura dell’ambiente.
L’Azienda Agricola Poggio Rebasti di Rebasti Ermanno è a Montescano, Frazione Poggio e si estende per un totale di 15 ettari, interamente vitati.
Tutti gli interventi effettuati nelle vigne sono mirati al massimo rispetto dell’ecosistema locale, secondo i metodi dell’Agricoltura Integrata.
Sul colle di Montescano, ove sorge l’Azienda, si trova anche la Vigna Pitturina, area Arenarie, impiantata nel 1990, con uvaggio di Croatina 50%, Barbera 30%, Uva Rara 10%, Ughetta di Canneto 10%.
Complessivamente è di 3 ettari di superficie ma da soli 4500 mq. circa, vengono ricavate le uve che diventano Buttafuoco Storico Vigna Pitturina.
Esposta a Sud e quindi molto soleggiata, insiste su terreno costituito prevalentemente da arenaria, che si mantiene asciutto e senza ristagni d’acqua.
L’altitudine è di 220 metri s.l.m., con pendenza che, in alcuni tratti, arriva fino al 35%.
Il microclima è caratterizzato da forti escursioni termiche, con temperature estive elevate e minime invernali accentuate.
Come anche per tutti gli altri vini dell’Azienda, la lavorazione delle uve della Vigna Pitturina e i processi di fermentazione sono completamente naturali.
I vini, atti a diventare Buttafuoco Storico Vigna Pitturina, affinano in botti di rovere, nella cantina storica d’invecchiamento che è ancora quella utilizzata, alla fine dell’ ’800, dal fondatore dell’Azienda: un piccolo gioiello completamente interrato, caratterizzato da un’umidità naturale e costante durante tutto l’anno.
La prima bottiglia di Buttafuoco Storico Vigna Pitturina è del 1998.

Vigna Pitturina
Vigna Pitturina

Ermanno, nato a Montescano, l’11 ottobre 1950, scuole medie al Faravelli di Stradella e diploma di ragioneria, nel 1971 torna da militare ed inizia ad occuparsi a tempo pieno dell’Azienda, insieme a suo padre Ugo.
Qualche anno dopo si sposa con Isella e, negli anni successivi, gli nascono tre figlie: “Si chiamano, Cristina, Valentina e Martina.
Non credevo che si sarebbero lasciate coinvolgere dalla magia del vino, invece mi sbagliavo.
Le donne di solito hanno altri interessi ma oggi si può dire che nel vino lavorino più donne che uomini.
Valentina adesso vive in Francia, a Bordeaux, Martina abita a Milano, Cristina invece si è fermata qui al Poggio ed è quella più motivata a dare continuità all’Azienda.
Insieme vogliamo sviluppare il progetto iniziato a fine ‘800 dal loro trisnonno Pietro.
Per me è un motivo di orgoglio, che si siano appassionate a questo mestiere, che è il più bello del mondo, perché si ha la fortuna di stare con gente straordinaria e di vivere in paesaggi straordinari da cui spesso vengono fuori vini straordinari.
Proprio come il Buttafuoco, che è sempre stata una produzione di punta della nostra famiglia, ancora prima che venisse fondato il Club del Buttafuoco Storico, cui mi sono iscritto solo due anni dopo, nel 1998.
Quando mi sono reso conto che il Club era una cosa seria e le sue finalità potevano far bene al nostro territorio, ho voluto dare anche il mio contributo.

Ermanno Rebasti
Ermanno Rebasti

In questi primi 26 anni all’interno del Club ho ricoperto un po’ tutte le cariche: tesoriere, consigliere nel CDA, fino a quella di presidente dal 2009 al 2011.
Ho partecipato all’impostazione del primo impianto amministrativo, insieme a Carla Pozzi, che ha messo a disposizione del Club la sua sapienza in materia fiscale ed è stata a lungo nostra consulente.
Ho collaborato alla stesura del nuovo statuto, con uno stato giuridico più performante rispetto a quello precedente e che ci consente di operare anche a livello commerciale.
Ho anche caldeggiato l’acquisto dell’enoteca a Canneto Pavese che è diventata la nostra prima sede ufficiale.
La mia parte l’ho fatta, adesso lascio andare avanti i giovani, compresa mia figlia Cristina che non si perde una riunione del Club.
Noi abbiamo la fortuna di avere la Vigna Pitturina che fa parte di quelle vigne talmente vocate da caratterizzare un’intera zona, al punto che nei bar, da Montescano a Castana, se parlavi del vino della Pitturina ti dicevano tutti: ‘l’è bòn sicür’.
È una di quelle vigne da sempre patrimonio dei Rebasti ma frazionata nel corso degli anni.
Recentemente sono riuscito ad acquisirne una parte da uno zio di mio padre, portandola complessivamente a 3 ettari.
Nel secolo scorso le famiglie, compreso la nostra, erano molto grandi, c’erano molti figli e capitava spesso che le proprietà venissero suddivise.
Quando i miei avi arrivano da queste parti, dalla Svizzera Francese, trovano proprietari terrieri molto grandi, come i Ferrari, che possedevano numerose cave di sassi, o casate come i Malaspina, i Beccaria di Montù o gli Olevano, proprietari di Palazzo Olevano che noi chiamavamo Villa Fiorita, ora Istituto Maugeri di Montescano.
Riescono comunque a trovare il loro spazio e a fondare una dinastia.
Siamo sempre stati molto legati alla famiglia, tant’è che il mio bisnonno Pietro, per numerosi anni sindaco di Montescano non ha perso l’occasione di fruire dei vantaggi della revisione del catasto, negli anni Trenta, riuscendo a registrare il Poggio con il nostro cognome.

Buttafuoco Storico Vigna Pitturina Poggio Rebasti

Il nome Pitturina potrebbe derivare dal fatto che si ottenevano dei vini talmente densi e fitti di colore che la gente li assimilava alle vernici utilizzate per dipingere, pitturare.
Nei vecchi uvaggi c’era molta più Croatina, Barbera e Uva Rara che marcano maggiormente i colori.
L’Ughetta di Canneto veniva usata poco e, per un certo periodo, anche abbandonata, perché era un vitigno difficile da allevare non come pianta, che è resistente ma come frutto, troppo capriccioso nella fase maturativa.
La raccolta delle uve, specie nelle vigne a uvaggio, come quelle del Buttafuoco, è uno dei momenti più delicati.
È per questo che il Club ha istituito una commissione di campagna apposita per monitorare le vigne e valutare, con i soci, i tempi più giusti per la vendemmia.
Una volta che le uve arrivano in cantina, raccolte a mano e in cassetta, selezionando solo quelle integre, per preservarle al massimo, la maggior parte del lavoro è fatta.
Poi ci vuole la scienza della cantina, che è la conoscenza che s’impara con l’esperienza e, a volte, anche un amico enologo come Mario Maffi, che ti dà le dritte giuste.
Mario è la passione per il vino fatta persona e finché ci sarà passione e gente come lui non finiremo mai di stupirci della bellezza di questo mondo.

Valerio Bergamini

Valerio Bergamini

Nato il 22 febbraio 1952 a Pavia, dove risiede. Si è laureato nel 1984 in Filosofia presso l'Università Statale di Milano. Dal 1996 al 2014 è stato titolare della concessionaria Piaggio a Pavia. Ha svolto stage all'estero per la conoscenza diretta dei mercati nelle aree emergenti (Tunisia dal 1988 al 1995 e Uzbekistan nel 1995) e ha messo a disposizione la sua esperienza come consulente per un pool di concessionari moto. Parallelamente alla passione per le due ruote è cresciuta quella per la poesia dialettale, per la buona cucina e il buon vino. Ha vinto numerosi premi letterari e concorsi di poesia. Dopo aver conseguito il titolo di Wine master (1990), presso l'Istituto di Cultura del Vino di Milano, ha sempre più approfondito la sua conoscenza enologica seguendo i corsi e le degustazioni organizzate dall'AIS di Milano. È membro del direttivo dell'Associazione Enocuriosi di Pavia che conta più di 300 soci appassionati di vino. Ha al suo attivo numerosi racconti pubblicati in edizioni private. Nel 2013 ha pubblicato il libro Origine del desiderio (di cucinare), nel 2015 il libro "Lino Maga, anzi Maga Lino, il Signor Barbacarlo" e nel 2016 "7 Soste sulla strada della passione".

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio