Carpineto, una storia che si evolve dal 1967

Dal 1967, anno della sua nascita, l’azienda Carpineto ha ampliato in modo esponenziale il proprio patrimonio agricolo: dai 20 ettari originali ha raggiunto oltre 200 ettari vitati, un mosaico di più di 500 chilometri di filari che si estende nelle cinque Tenute – o Appodiati – di Montepulciano, Montalcino, Gaville nell’Alto Valdarno, Dudda a Greve in Chianti e Gavorrano.
Tutto ebbe inizio nel 1967, quando le famiglie Sacchet e Zaccheo decisero di dare vita a una cantina che potesse interpretare al massimo livello il Chianti Classico. Fu una scelta coraggiosa, quasi pionieristica: intravidero nella Toscana un territorio dalle potenzialità enormi. La loro visione è stata poi raccolta e ampliata dalle nuove generazioni – Caterina Sacchet, enologa, Elisabetta Sacchet, Francesca Zaccheo e Antonio Michael Zaccheo – che hanno continuato a sviluppare nuovi progetti, custodendo la storia e ponendo al centro la qualità.
Conservando il carattere familiare delle origini, Carpineto ha costruito nel tempo una reputazione internazionale. Oggi è presente stabilmente in oltre 70 Paesi, con una forte affermazione soprattutto in Canada e negli Stati Uniti. Tre linee produttive, più di trenta etichette e una capacità complessiva di 3 milioni di bottiglie raccontano un’azienda che ha fatto delle principali DOCG toscane il proprio punto di forza: vini rossi strutturati, Riserve dal notevole potere evolutivo, bottiglie concepite per attraversare il tempo.
Nata dal desiderio di valorizzare i tre territori più rappresentativi della regione – Chianti Classico, Vino Nobile di Montepulciano e Brunello di Montalcino – Carpineto vuole incarnare oggi la cultura enologica della Toscana nella sua forma più matura. Stile e carattere, oltre a prestigiosi riconoscimenti internazionali definiscono così un percorso immerso nei più vocati areali di tale regione.

La Libreria Enoica: dove il tempo diventa vino
Carpineto ha creato un progetto dedicato ai vini da lunga vita – all’Appodiato di Dudda (Greve in Chianti) nel cuore fondante dell’azienda – al fine di garantire una conservazione impeccabile sin dall’imbottigliamento, evitando movimentazioni che potrebbero compromettere vini concepiti per evolvere lentamente, con equilibrio e profondità. Si tratta di una selezione piuttosto vasta di Chianti Classico, Vino Nobile, Brunello e Super Tuscan. La raccolta storica di Carpineto non vuole essere quindi un semplice archivio, ma altresì un luogo che custodisce la memoria del vino e la rende fruibile, un patrimonio creato per offrire agli appassionati bottiglie rare, annate mature, collezioni uniche.
In realtà molte aziende possiedono un archivio, ma ciò che rende stimolante quello di Carpineto è la quantità, la continuità e la possibilità di acquistare ogni vino conservato. La collezione abbraccia tutte le denominazioni che definiscono l’identità dell’azienda e rappresenta una finestra sulla loro evoluzione. Un esempio? Chianti Classico 1995, Vino Nobile di Montepulciano Riserva 1989, oppure ancora Chianti Classico Riserva 1993.
L’idea di costituire una libreria nasce da Giovanni Carlo Sacchet e Antonio Mario Zaccheo (ovvero i due fondatori) con l’intento di mettere da parte le annate più significative, ironizzando sin dagli inizi sul progetto stesso: “nel peggiore dei casi ce le berremo noi”. Come ama ricordare Antonio Mario: “la tradizione ci spinge in avanti, l’innovazione ci tiene al passo coi tempi.” Una frase che racchiude lo spirito di Carpineto e il valore di vini pensati per durare, evolvere ed emozionare.
In degustazione tra annate più vecchie e recenti

Chianti Classico DOCG 1995: Leggere sfumature terziarie di carne e cuoio si uniscono a una prorompente frutta fresca. La giovinezza del bicchiere è scandita da un’acidità intensa e da un finale maestoso.

Vino Nobile di Montepulciano DOCG Riserva 2013: intriganti toni ematici e di prugna, tipici, con corredo invitante di fiori d’acacia e finocchio selvatico. Succoso, sapido e persistente.

Brunello di Montalcino DOCG 2020: aromi di frutto maturo su leggere inflessioni vegetali; caldo e avvolgente, ma al contempo energico, vivo e dai rinfrescanti toni agrumati.

Farnito IGT Cabernet Sauvignon 2019: note di violetta e di spezia dolce, concentrato, profondo, dotato di un contrasto gustativo efficace; tannino vellutato e pregevole spunto salino in chiusura.
Lele Gobbi



