Cantina Bozen racconta i nuovi TAL: un percorso tra identità e crescita

Nel cuore dell’Alto Adige, terra di montagne, climi estremi e vigneti d’alta quota, Cantina Bozen racconta la sua evoluzione nella viticoltura regionale attraverso la linea TAL, punta di diamante della cantina. Per celebrare la sua crescita in finezza ed eleganza, raggiunta con l’annata 2022, la scelta è caduta su un luogo affascinante e ricco di storia: il ristorante due stelle Michelin Terra – The Magic Place, in Val Sarentino, che ha ospitato un percorso sensoriale in cui le nuove annate si sono confrontate con le prime uscite, mettendo in luce eleganza e identità dei blend. Immersi tra boschi di faggi e panorami mozzafiato, il presente del TAL ha dialogato con il passato, in un confronto tra evoluzione e identità.

Il ristorante Terra, simbolo dell’ospitalità altoatesina, è gestito dalla famiglia Schneider che dal 1940 ha trasformato un rifugio di montagna in un’esperienza di alta cucina, giocata sull’autenticità dei prodotti del territorio, valorizzando erbe spontanee e sottobosco e fondendole armoniosamente con materie prime ittiche e terragne. Un ristorante la cui cucina e storia si intrecciano perfettamente con la filosofia della cantina, dove Tradizione, Autenticità e Longevità – valori centrali della linea TAL – diventano le parole chiave per comprendere il carattere e l’identità dei vini presentati.

La Cantina Bozen affonda le radici nel 1908, con la fondazione della cooperativa di Gries da parte di 30 viticoltori impegnati nella vinificazione e commercializzazione del Lagrein, e nel 1930, con la nascita della cooperativa di Santa Maddalena, in un contesto segnato da crisi economica e repressione politica. Le due realtà, già collaboratrici durante la Seconda Guerra Mondiale, si fusero nel 2001, aprendo la strada a una gestione unificata e moderna che oggi conta 224 soci e 350 ettari coltivati, trasformando Cantina Bozen in un modello di cooperazione e qualità riconosciuto a livello internazionale.

Le cuvée TAL 1908 e TAL 1930 incarnano questa filosofia. Negli ultimi anni le percentuali dei blend sono state leggermente modificate: per il rosso, il Lagrein è stato incrementato, mentre nel bianco si è registrata una riduzione del Pinot Grigio. Il TAL 1930, bianco, nasce dai migliori vigneti dell’Altipiano del Renon e dei pendii intorno a Bolzano, a un’altitudine tra 400 e 700 metri. Chardonnay, Sauvignon e Pinot Grigio, coltivati in microclimi distinti e sottoposti a elevate escursioni termiche, provengono da viti di oltre 30 anni e maturano 12 mesi in piccole botti di rovere e 14 mesi in acciaio prima del riposo in bottiglia. Il TAL 1908, rosso, prende vita sui terreni alluvionali di Gries, influenzati dal torrente Talvera e dal porfido vulcanico, con Lagrein, Cabernet e Merlot provenienti da vigneti selezionati fino a 50 anni di età; dopo 12 mesi in barrique francesi e 15 mesi in cemento, il vino raggiunge la sua complessità finale. Le nuove annate confermano la qualità della linea: il TAL 2022 bianco si distingue per eleganza e finezza, mentre il TAL 2022 rosso, ancora da attendere, mostra grande promessa; il 2021 rosso risulta già godibile. Entrambe le cuvée sono prodotte in edizione limitata: 2.458 bottiglie per il 1930 e 3.722 per il 1908, confermando il loro carattere esclusivo e la cura artigianale in ogni fase di produzione.

Questi vini rappresentano l’evoluzione della linea inaugurata con l’annata 2020, frutto di selezione rigorosa dei grappoli, vinificazioni separate e anni di sperimentazione condotta dall’enologo Stephan Filippi e dai viticoltori della cantina. «Dal 2014 abbiamo intuito il potenziale di alcune zone particolarmente vocate – racconta Stephan Filippi, l’enologo responsabile della Cantina Bozen – e dopo anni di prove siamo finalmente pronti a presentare una nuova espressione del territorio».
A completare il racconto sensoriale, la sera precedente alla presentazione al ristorante “Terra, The Magic Place”, Cantina Bozen ha proposto una cena esclusiva al ristorante Mochi Bozen, primo locale italiano del noto brand di cucina giapponese di Vienna.

Qui alcune etichette della cantina, prevalentemente dell’annata 2015, sono state abbinate a piatti di ispirazione nipponica con influenze europee, mostrando la versatilità dei vini altoatesini e la capacità di dialogare con sapori insoliti. Tra le annate 2015 e 2016, si sono distinti per carattere e serbevolezza il Santa Maddalena Huch Am Bach e il Pinot Bianco Dellago, con notevole equilibrio, mentre hanno mostrato buone performance anche il Sauvignon Riserva Greel e il Lagrein Prestige. Un’occasione che ha confermato come tradizione e sperimentazione possano coesistere, valorizzando le sfumature dei vini e creando abbinamenti originali e sorprendenti.
Con questa doppia esperienza, Cantina Bozen riafferma il ruolo dell’Alto Adige come regione vitivinicola dove tradizione, territorio e innovazione trovano nella linea TAL il loro esempio di eleganza, identità e longevità.
Fosca Tortorelli



