Addio al Principe della Tenuta di Fiorano

La dipartita di Alessandrojacopo Boncompagni Ludovisi mi ha colto impreparato, non sapevo della sua malattia, né avevo avuto l’impressione che avesse problemi di salute, questo almeno l’ultima volta che ci siamo incontrati, poco più di un anno fa.
La Tenuta di Fiorano, situata in Via di Fioranello 19 sull’Appia Antica a Roma, a ridosso dell’aeroporto di Ciampino, è qualcosa di unico nel panorama laziale, come è unica la storia che le ha dato origine, come sono unici i suoi vini nati da vigne storiche di cabernet sauvignon, merlot, semillon e malvasia di Candia impiantate nel 1946, molto prima del Marchese Incisa della Rocchetta a Bolgheri.
La fama della tenuta non è figlia di una sapiente operazione di marketing, al contrario, il padre di Alessandrojacopo, Alberico, aveva la strana abitudine di vendere solo in cantina, pagando in contanti la cifra esatta e tenendo inchiodato in loco l’acquirente fino a transazione eseguita. Certo, con Alessandro le cose sono cambiate, ma sempre mantenendo un profilo basso, erano i vini a conquistare chiunque vi venisse a contatto.
La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile, 53 anni sono davvero niente oggi, un uomo come lui, un vero signore ma senza spocchia alcuna, è ormai un fenomeno in via di estinzione, e invece ce ne sarebbe un grande bisogno in quest’epoca senza più regole e rispetto.
Non so se riuscirò a trovare il coraggio di tornare alla tenuta, per me quel luogo magico senza di lui è come un pianoforte scordato.
Mi porto, però, nel cuore quel Fiorano Rosso 1988, cabernet in purezza che assaggiai proprio l’anno scorso rimanendone folgorato.
Riposa in pace Alessandro.
Roberto Giuliani



